

VITERBO – (MDL) Ha aperto appena cinque mesi fa. Ha avuto appena il tempo di cominciare a farsi conoscere che il lockdown gli ha imposto una brusca battuta d'arresto. Il coraggio non gli manca ma neanche la rabbia per come viene gestita dal Governo l'emergenza economica conseguente a quella sanitaria. Alessandro Casertano è il titolare del ristorante Le Cime sulla Strada Cimina.
Non ha partecipato al flash mob di martedì sera ''Risorgiamo Italia'', così come non è andato a consegnare le chiavi del locale al sindaco. ''Non sono stato contattato da nessuno – dice – e poi la consegna delle chiavi che senso avrebbe se non quello di un gesto simbolico? Io propongo invece alla mia categoria il boicotaggio delle tasse. Non paghiamo fino a fine dicembre 2020. Il Governo ci vuole far riaprire dopo tre mesi di stop, il 1° giugno quando, guarda caso, il 30 giugno ci sono le scadenze delle tasse da pagare. E' una presa in giro. Se noi non paghiamo le tasse con quali soldi lo Stato pagherà le pensioni e il reddito di cittadinanza?''.
Alessandro Casertano lamenta la poca chiarezza e anche speculazione. ''Oggi mi è arrivato un preventivo di 10mila euro per sanificare il ristorante – racconta – è allucinante. Devo spendere dei soldi per sanificare quando non ho lavorato e non ho guadagnato nulla. Ce la paga il Governo? E poi, che senso ha sanificare il locale dopo tre mesi di chiusura in cui non è entrato nessuno?''. Casertano chiede quindi di riaprire subito e a pieno regime. ''O riapriamo a 360 gradi o restiamo chiusi perché il gioco con vale la candela. Che senso ha riaprire al 20%? L'altro 80% ce lo mette lo Stato? E poi che dovremmo fare? Chiedere ai clienti di mangiare tirandosi giù di volta in volta la mascherina o di parlare dietro alle barriere di plexiglass? E' inaccettabile''. Casertano nel frattempo sta anticipando i soldi ai tre dipendenti. ''Sono in cassa integrazione – spiega – ma non hanno visto ancora un centesimo. Fino ad oggi li ho mantenuti io ma se fallisco io falliscono anche le tre famiglie che lavorano con me. Lo Stato non ha pagato ancora la cassa integrazione perché ha pagato il reddito di cittadinanza''.
''Una cosa è certa – conclude Casertano – qui non si morirà di coronavirus, si morirà di fame''.