


CIVITA CASTELLANA - Dopo l'approvazione in Consiglio comunale della mozione che impegna l'amministrazione a esporre, per una giornata all'anno, la bandiera palestinese sul balcone del Palazzo Comunale, arriva la presa di posizione dei consiglieri di opposizione Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella, che annunciano l'invio di una nota al Prefetto per chiedere una verifica sulla legittimità della decisione.
Secondo i rappresentanti del centrodestra, il provvedimento solleva interrogativi sotto il profilo normativo e istituzionale.
«Riteniamo che una decisione di questo tipo meriti un'attenta verifica di legittimità – spiegano i consiglieri –. Per questo motivo trasmetteremo una nota al Prefetto affinché valuti se l'iniziativa sia conforme al quadro normativo vigente e, qualora lo ritenga opportuno, adotti le iniziative di competenza».
Nel comunicato, Parroccini, Coletta e La Bella sottolineano come il Palazzo Comunale rappresenti l'intera comunità cittadina e non possa essere identificato con le scelte politiche della maggioranza.
«Il Comune non è la casa della maggioranza di turno. Le istituzioni hanno il dovere di mantenere un ruolo imparziale, evitando che gli spazi istituzionali vengano utilizzati per affermare posizioni di carattere politico o ideologico», affermano.
I consiglieri precisano di condividere il sentimento di vicinanza verso le popolazioni civili colpite dai conflitti, ma ritengono che le istituzioni debbano mantenere equilibrio e neutralità.
«Le sofferenze delle popolazioni civili meritano tutte il medesimo rispetto e non possono essere oggetto di una selezione politica. Se si decidesse di esporre la bandiera di uno dei popoli coinvolti in un conflitto, con quale criterio si potrebbe negare lo stesso riconoscimento ad altri popoli che, in diverse parti del mondo, stanno vivendo guerre, invasioni, persecuzioni o gravi crisi umanitarie?», si chiedono gli esponenti del centrodestra.
Per questo motivo, i tre consiglieri ribadiscono la volontà di rivolgersi al Prefetto, sostenendo la necessità di garantire «il rispetto della legalità e la neutralità delle istituzioni», affinché il Palazzo Comunale continui a rappresentare tutti i cittadini.
«Le istituzioni locali – concludono – hanno il compito di amministrare la comunità e non di utilizzare i simboli del Comune per assumere posizioni che rischiano di dividere i cittadini su questioni di politica internazionale. Il Palazzo Comunale deve restare un luogo di tutti, non il palcoscenico delle scelte ideologiche della maggioranza di turno».