ANNO 16 n° 274
''Bambino di 3 anni salvo
grazie alla professionalitą
dello staff di pediatria''
20/02/2014 - 22:19

Riceviamo e pubblichiamo

Quotidianamente i mass media locali o nazionali danno notizie di episodi di malasanità degni purtroppo di un paese del terzo mondo. Oggi invece dobbiamo e vogliamo dare risalto ad un esempio di buona sanità che ha visto protagonisti i medici pediatri e gli infermieri del reparto di Pediatria dell’ospedale Belcolle  di Viterbo i quali hanno letteralmente salvato la vita ad un bambino di tre anni e mezzo cui, fino a quel momento, non era stato diagnosticato il diabete di tipo 1 (insulino-dipendente).

Il calvario della famiglia inizia un paio di settimane prima, quando il loro bambino manifesta tutta la sintomatologia tipica della malattia: sete con necessità di bere e di urinare in continuazione, anche di notte con risvegli continui e dimagrimento nonostante l’aumento dell’appetito. Negli ultimi giorni l’alito inizia a odorare di acetone. Diversi i contatti con il pediatra di famiglia, anche per una febbre intercorrente, ma il bambino non migliora e non vengono presi i provvedimenti necessari per formulare una corretta diagnosi e quindi dare al piccolo le cure di cui ha bisogno. Le condizioni generali del bambino peggiorano, è stanco, lamenta forti dolori addominali, ragion per cui i  genitori si rivolgono al PS di un ospedale pediatrico della capitale, dal quale vengono dimessi rapidamente.  Il piccolo sta sempre peggio, inizia a respirare male e i genitori contattano anche la Guardia medica, che non dà risposte utili a risolvere la situazione. Così, presi dalla disperazione e dal senso d’impotenza nel vedere  il loro bambino peggiorare sempre più sotto i loro occhi,  mamma e papà dcidono di portarlo in piena  notte all’ospedale di Belcolle, dove il pediatra di guardia e le infermiere hanno percepito immediatamente la gravità della situazione e hanno tempestivamente praticato tutte le cure necessarie.

Evidente la diagnosi di un diabete di tipo 1 all’esordio, accompagnato oramai da un grave chetoacidosi che, giunta a quel punto, era diventata una vera e propria emergenza e  stava mettendo in serio pericolo la vita del piccolo.

Come presidente dell’Associazione Giovani ed adulti con Diabete della provincia di Viterbo sento il dovere di ringraziare pubblicamente i medici pediatrici e gli infermieri del reparto di pediatria che nella circostanza hanno dimostrato grande professionalità e preparazione.

Il loro prezioso intervento e la loro competenza, che hanno salvato la vita a questo bambino, sono il frutto di tanti anni di lavoro per la creazione nella nostra città di una realtà diabetologica pediatrica di qualità, che si occupa non solo dell’assistenza ai bambini con diabete ricoverati e in ambulatorio ma anche della formazione del personale. La nostra Associazione ha voluto e sostenuto con forza questo progetto in collaborazione con la dottoressa Arnaldi che ne è la responsabile, allargandolo poi alla creazione di un  Centro che si dedicasse anche al paziente adulto.

In questi anni la formazione è stata offerta in più occasioni non soltanto al personale della Pediatria, ma, in collaborazione con gli specialisti dell’adulto, anche a quello dei PS della nostra ASL e ai medici del territorio, pediatri e non. Purtroppo al di fuori della realtà pediatrica l’invito alla formazione e condivisione di percorsi utili per l’assistenza a i pazienti è stato più volte disatteso.

In rappresentanza di tutte le persone con diabete della nostra Provincia, mi auguro che l’esempio positivo della Pediatria possa rappresentare uno stimolo alla collaborazione attiva e all’ aggiornamento continuo delle varie figure professionali interessate dalla malattia, in modo da poter scongiurare in futuro il verificarsi di episodi come quello che vi abbiamo riportato e che avrebbe potuto avere un esito ben diverso.

Il Presidente Agd Viterbo Onlus Bruno Vincenti






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