

BAGNOREGIO – Una vasta operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato ha portato all’arresto di D. P., un uomo di circa 50 anni residente a Bagnoregio e già conosciuto dalle forze dell’ordine, sorpreso con un ingente quantitativo di stupefacenti all’interno della propria abitazione. L’intervento, eseguito nel pomeriggio di venerdì 2 gennaio, rientra nei servizi di controllo del territorio intensificati dalla Questura di Viterbo per contrastare il traffico di droga anche in aree minori della provincia.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Viterbo, l’indagine è nata da un’attenta attività di osservazione e da riscontri investigativi che hanno consentito di ottenere un decreto di perquisizione dell’abitazione dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici.
All’arrivo degli agenti, supportati dal reparto cinofili della Polizia di Stato con due unità specializzate nella ricerca di droga, la perquisizione ha dato esito positivo: nell’appartamento sono stati trovati circa 650 grammi di cocaina e 700 grammi di hashish, oltre a frazioni di eroina, ketamina e MDMA, tutte sostanze presumibilmente destinate allo spaccio su strada.
Oltre alle droghe, gli agenti hanno sequestrato 5.000 euro in contanti, suddivisi in diverse banconote, e due bilancini di precisione, strumenti comunemente utilizzati per la preparazione e la vendita delle dosi. Il quantitativo totale di stupefacenti superava dunque il chilogrammo di sostanza, elemento che ha determinato l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
Al termine degli accertamenti, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari (gip), chiamato a valutare la legittimità del provvedimento e l’eventuale conferma della misura cautelare. La polizia ha precisato che l’attività si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto al fenomeno delle droghe nella provincia di Viterbo, con l’obiettivo di arginare la diffusione degli stupefacenti anche nei centri minori.
Come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva.