ANNO 16 n° 273
Bagno di folla per l’ultimo saluto a Renzo Lucarini
Oggi pomeriggio nella basilica di santa Rosa le esequie dello storico capofacchino della mini-macchina del centro storico
08/11/2021 - 17:48

Di Max Vismara

VITERBO - Tutti lo chiamavano affettuosamente Renzo e tutti lo amavano. Lucarini era un uomo che incarnava tutte quelle doti che definiscono una brava persona. Come ex delegato Coni, Renzo, si era speso negli anni per lo sviluppo dello sport nel viterbese, e come storico capofacchino della mini macchina del centro storico, i suoi occhi avevano visto tante generazioni di ragazzi avvicendarsi sotto la sua amorevole guida. E oggi in chiesa alcuni di quei bambini di un tempo erano presenti insieme a tante altre persone per dargli l’ultimo saluto indossando la cravatta del sodalizio di Santa Rosa.

Nella basilica gremita tre sacerdoti: don Pino, don Flavio e don Alfredo hanno celebrato le esequie di Renzo ripercorrendo la sua vita fatta di amore per lo sport e dedizione verso il prossimo.

“Una persona impegnata è sempre affabile – ha detto durante l’omelia, Don Alfredo - Santa Rosa lo ha premiato con il regalo dell’arrivo di suo nipote Pietro, lo desiderava tanto il figlio di Alessandro. Ilsignore ha voluto che Renzo sperimentasse la Croce – ha continuato - ora ha la gioia di vedere Santa Rosa che lui ha tanto amato e a cui è stato tanto devoto. Adesso potrà godere del premio per le opere buone che ha compiuto.”

Don Pino ha poi ricordato Renzo per il suo impegno per lo sport e ha lanciato l’idea di intitolargli un riconoscimento sportivo.

“Intitoliamogli un torneo o una manifestazione sportiva – ha chiosato don Pino – ricordo quando preparavamo la Pasqua dello sportivo, girava tutte le società, e quando facevamo la Messa e venivano solo 150 persone sulle oltre mille che avevamo invitato, lui diceva con fiducia e speranza: l’anno prossimo faremo meglio, faremo di più. Credo che instituire il premio Lucarini sarebbe un modo giusto per ricordare una persona come lui che si è sempre distinta nell’impegno e nell’amore per il prossimo.”

Infine, Don Flavio che nella sua omelia ha sottolineato la fede con cui Renzo ha affrontato la sua malattia.

“Lo ringrazio per due cose, la prima per la sua devozione a Santa Rosa, ed è per questo che è giusto dargli l’ultimo saluto proprio in questa basilica, e la seconda la grande fede con cui ha affrontato la sua malattia, nei suoi ultimi giorni non si è mai allontanato da Dio e la preghiera ha scandito le sue ultime ore sulla terra. Renzo era un vero esempio per tutti i cristiani.”

Prima di uscire dalla chiesa la bara è stata orientata verso la piccola cripta che ospita il corpo di Santa Rosa poi all’uscita dal santuario uno scroscio di applausi ha salutato il feretro.

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