

VITERBO (a.v.) - Problema: come preservare un'area termale ricca di flora e fauna autoctona, specificatamente viterbese, e allo stesso tempo renderla fruibile sia per chi è curioso delle meraviglie che madre natura ci ha dato, sia per chi vuole farsi semplicemente un bagno? Soluzione: con la collaborazione tra le eccellenze del territorio.
Nasce dalla sinergia tra la Società Agricola il Bagnaccio srl, l'orto botanico ''Angelo Rambelli'' e la Banca del Germoplasma (quest'ultimi facenti parte dell' Azienda Agraria dell'Unitus) il parco termale ''Il Bagnaccio''.
Inaugurato alla presenza dei docenti universitari che ne hanno curato il progetto e dell'azienda che gestisce l'area del Bagnaccio, si tratta di un autentico giardino, in una zona dove prima c'era solo foresta, dove sono stati allestite alcune collezioni botaniche divise in quattro zone specifiche: gli ambienti umidi, la flora dei travertini, esemplari di Orchidee spontanee e le piante della tradizione contadina.
Il tutto accompagnato da dei pannelli didattici esplicativi delle varie tipologie di piante, utili per i visitatori e curiosi ad inoltrarsi in un percorso affascinante in mezzo alla natura.
Degni di nota anche i due stagni e un'area impaludata che sono stati realizzati attraverso l'ultilizzo dell'acqua sulfurea del Bagnaccio per ricreare il microclima ideale per il rospo smeraldino, specie protetta che non è insolito trovare da quelle parti, e per l'orchidea palustre che è in via d'estinzione.
''Un progetto bellissimo di tutela della biodiversità, veramente lodevole - sono le parole dell'assessore Perà, intervenuta all'inaugurazione a nome dell'amministrazione comunale - In questo momento importante per il termalismo si potranno fare delle cose belle, anche grazie alla Regione, e dobbiamo dare merito a chi finora è riuscito senza creare disagi all'ambiente a fare delle grandi cose come questo parco''.
''Speriamo con questo lavoro - ha detto la professoressa Zucconi responsabile del progetto - di riuscire ad alimentare quella fiammella che è dentro ognuno di noi che è la curiosità per ciò che non conosciamo. Speriamo che i visitatori vedendo questo posto e leggendo questi pannelli aumentino la loro conoscenza botanica, naturalistica e di rispetto per l'ambiente''.