ANNO 16 n° 269
Background bianco e gusto autentico: nuova esperienza per la brand identity di Vallelata
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
02/04/2025 - 19:41
di Elsa Berardi

Fonte Immagine: Brand News

VITERBO - Massì, cronologie a tutta birra in questa tornata: 2009, 2015 e il nostro galoppante 2025, la culla della Generazione Beta. Perché questo furore nell’elencare semplici anni, che in realtà sono scorci al tramonto di un mondo appena iniziato?

Il nuovo spot di Vallelata riprende la gentilezza di alcuni storytelling passati, irrompendo però con una visual identity bianca, efficace e leggera. Come una caprese con i pomodori, un cucchiaino di stracchino, una delicata ricotta al miele? Non lo dite a noi, che veniamo dalla Tuscia e con certi amori ci siamo cresciuti! Però, senza mangiarci pure i pensieri, tentiamo di abbozzare una risposta alla prima domanda.

Potremmo dire che risvegliare i ricordi è saggio, se non se ne abusa per sfuggire al presente. Potremmo avvalerci della facoltà di ignorare il quesito, volgendo la memoria ai tamagotchi e alle piazze piene. Il 2015, mezzana tra le ere appena menzionate, è stata tutt’altro che un momento di incubazione per la creatività pubblicitaria: lo streaming televisivo era un futuro appena sfiorato, gli ultimi spot da un minuto non sentivano ancora oppressioni.

Eppure, quante ne dicevamo sulle abitudini del periodo, sulle frequentate comodità, su quegli show mozzafiato di cucina che ci tenevano incollati al divano! È da lì che abbiamo iniziato a dilettarci con vanitosi impiattamenti, resettare le nostre batterie sociali per fare del film a casa un passatempo, apprezzare i nostri autoscatti se somiglianti a quelli degli altri. Ma le cose immutate, sì, sapevamo ancora fiutarle: un sorriso spontaneo, un bicchiere di latte, un amico alla porta.

Nel nuovo format utilizzato da Vallelata, ogni prodotto è uno scomparto a sé: abbiamo selezionato l’esempio della ricotta, più vicino alla sensibilità e ai gusti alimentari propri delle nostre terre. La ricetta narrativa ha le sue radici nel 2015, anno del lancio del payoff “La natura va assaporata”: si vedevano un verde sterminato, l’idea-cardine della lentezza e dolcissimi suoni di campagna. Non andava più bene?

Il ricordo genuino è rimasto, ma il claim finale è frutto di aggiustamenti. Non c’è più la natura di una volta, ma la discreta ambientazione in interni illuminati. Rientra in gioco un must dell’enfasi pubblicitaria: la promessa di perfezione, che è il termine-perno del nostro spot, in una storia a tema Vallelata che va “svelata, esaltata, sfiorata”. La ricotta è già in tavola, con la canonica pioggia di miele, i gherigli di noci e la serafica degustazione della testimonial. Ma come siamo arrivati da laggiù, da prima del 2010… A qui, questo promettente e già saturo 2025?

Fu così che, salutata l’abbondante proiezione del 2009, con il taglio sperimentale dei 45 secondi, Vallelata incontrò “Senza fine” di Paoli e Vanoni, fucina di una nuova visibilità dei prodotti. Pochi anni prima, comunque, almeno due di questi ultimi godevano di storytelling scissi, anziché di una formula cumulativa: questa strategia deriva dal desiderio di svelarli in sequenza, affidando il successo del marchio alla bontà di ciascuno di essi.

E Vallelata si è saputa mantenere, mettere in gioco, posizionare dentro sfide da pregustare con energia. Però nelle pareti di un immobile, su un tavolo tutto bianco, un tavolo con la ricotta contornata da una salsa, un tavolo che rivela solo nello sfondo arredamenti in legno. Una dimensione che è più domestica e ristretta, ma lascia anche pensare, se non immaginare di nuovo la luce, il verde, le porte aperte: la bellezza che ci circonda è la linfa che ci chiama e non basta un appartamento sinuoso a sintetizzarla.

Ma la casa è vicina a tutti, confortevole, emozionante. Viviamola, dunque, come uno scrigno dei ricordi e non come una chiusura, posizionando gli attimi preziosi tra gli album e non nel nostro movimentato oggi.






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