

VITERBO – (i.m.) Minorenni ridotte in schiavitù, violentate e costrette a prostituirsi: arrestato Samuel Kola.
Questa è la tragica storia di due ragazzine Livia e Ankuta, di 15 e 16 anni, consumatasi a Viterbo nel 2005, dopo che le minorenni, di origini romene, avevano raggiunto l’Italia ingannate dai loro aguzzini con il sogno di trovare un lavoro sicuro in una pizzeria. Sono passati ben sette anni da quando la polizia del capoluogo della Tuscia ha fatto irruzione nelle cosiddette “case dell’amore” a San Pellegrino e al Palazzaccio di via Cattaneo e per uno dei maggiori imputati arriva finalmente la condanna dalla Corte d’appello di Roma e l’ordine di carcerazione disposto ieri dalla procura generale di Roma.
Samuel Kola, di origini albanesi, è stato arrestato ieri a Bergamo, città in cui da qualche tempo si era trasferito. L’uomo dovrà rimanere dietro le sbarre per 7 anni e 20 giorni: questo il prezzo da pagare per aver commesso i reati di riduzione e mantenimento in schiavitù, acquisto di schiavi e violenza sessuale.
L’albanese non era l’unico aguzzino a tenere sotto scacco le allora minorenni Livia e Ankuta. Insieme a Samuel Kola un altro ''carceriere'' con il quale si divideva i proventi dei rapporti sessuali a pagamento delle ragazzine a Viterbo: il connazionale Artur Sulejmani. I due albanesi, precedentemente condannati a 11 anni dalla sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo, sono ritenuti responsabili di aver comprato, stuprato e fatto prostituire una 15enne e una 16enne, entrambe romene.
Kola e Sulejami comprarono le due ragazzine 1000 euro ciascuna inducendole a venire in Italia dalla Romania con la scusa di un lavoro sicuro in una pizzeria. Ma una volta sbarcate sulla ''terra promessa'' per Livia e Ankuta è toccato un tragico destino: violenze sessuali da parte dei loro aguzzini , un regime carcerario e la costrizione a diventare delle baby squillo.
A maggio di quest’anno la Corte d’appello di Roma ha ridotto da 11 a 8 anni le condanne dei due albanesi emesse dalla sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo. I giudici della Capitale si sono occupati anche di riformare le sentenze riguardanti altri soggetti condannati per i reati del 2005 oltre a Kola e Sulejami. Ha ottenuto da Roma una riduzione di pena da 11 a 6 anni l’intermediario tra i clienti e le baby prostitute Octavian Lie. Immutata invece la condanna a 3 anni di Iosif Dreghgi per sfruttamento della prostituzione minorile. Assolti Rosa Monica Valez Montermozo, che i giudici viterbesi ritenevano essere una sorta di tutore delle ragazze, Giovanni Bencivegna e Davide Aggiunto, clienti di Livia e Ankuta trovati insieme a loro durante il blitz della polizia, per i due il reato è caduto in prescrizione.