

VITERBO - I primi giorni della settimana prossima sapremo dalla sentenza che andrà ad emanare il dr. Massini del Tribunale di Viterbo, se il comportamento di un noto avvocato del nostro foro fu di estorsione nei confronti di una sua cliente o meno.
I fatti, che si riferiscono ormai a molti anni fa, ebbero origine quando il legale, oggi imputato per estorsione, ricevette incarico da un’impiegata della pubblica istruzione di Vetralla di occuparsi di una sua vicenda, poi bonariamente risolta.
Si suppone che il compenso per l’assistenza prestata, ritenuto eccessivo, non fu onorato dalla cliente, dal che il legale chiese ed ottenne titolo esecutivo per giudizialmente agire in executiviis per di più con documentazione falsa.
La cliente, che si era sentita minacciare di perdere la casa, unico suo bene per l’azione esecutiva del suo ex avvocato, sporse denuncia per estorsione.
La Procura, nonostante la delicatezza del caso che vedeva come responsabile un avvocato esercente la professione nel capoluogo, concluse le indagini e chiese rinvio a giudizio.
Oggi il processo è alle battute finali, debitamente accelerate dalla possibile prescrizione. L’avv. Pietro Marziali, patrono della parte offesa che si è costituita parte civile concluderà per ottenere un indennizzo per danni morali e patrimoniali.
La difesa dell’imputato è sostenuta dall’avv. Luigi Mancini.