

MONTEFIASCONE – (b.b.) Secondo la titolare della cartoleria a Montefiascone, sarebbe stato proprio il 26enne africano a rapinarla il 6 luglio del 2017: in compagnia di un suo connazionale sarebbe entrato nel negozio, avrebbe spento la luce e avrebbe fatto razzia degli incassi, minacciandola.
Peccato che al momento del colpo, il giovane era a Viterbo, in via Carlo Cattaneo assieme ad altri ospiti del centro di accoglienza falisco in cui anch’egli risiede.
Ieri mattina, a distanza di meno di due anni dall’arresto, l’assoluzione: il giudice Silvia Mattei, dopo aver riqualificato il fatto da rapina a furto, ha assolto il 26enne assistito dall’avvocato Lorenzo Lepri.
Fondamentali le testimonianze dei compagni del giovane imputato, che in aula hanno più volte sottolineato di aver trascorso assieme a lui il pomeriggio.
''Noi siamo arrivati a Viterbo alle 11 di mattina – hanno detto in aula, aiutati dall’interprete di inglese – e siamo tornati a Montefiascone con l’ultimo pullman, quello delle 19,30''.
Mentre il colpo ci sarebbe stato intorno alle 17. ''Spostandosi in autobus era impossibile per lui andare e tornare nel giro di pochi minuti'' ha spiegato il suo difensore. Trovando d’accordo anche il giudice: il 26enne è stato assolto per non aver commesso il fatto.