



CIVITA CASTELLANA - La pandemia non frena la voglia di donare il sangue tra i volontari Avis di Civita Castellana. Nel 2021 si sono registrate circa 700 donazioni, segno di una intensa attività di volontariato che, nonostante la pandemia abbia inevitabilmente ridotto, ha mantenuto numeri di tutto rispetto.
Ne sono particolarmente fieri i vertici Avis e in modo particolare il suo presidente Saverio Accogli che dal 1985 dirige il centro civitonico.
'A conclusione di questo anno ci riteniamo particolarmente soddisfatti del lavoro svolto e ringraziamo di cuore tutti i nostri volontari - ha commentato Accogli – ma allo stesso tempo esortiamo quante più persone possibile a donare il sangue e a venirci a trovare nella nostra sede anche per chiedere informazioni”.

Ad oggi, nella sede di via Ferretti sono stati registrati quasi tremila tesserati, con un incremento di 70 nuovi iscritti solo nell'ultimo anno. Tra questi, 1200 sono donatori attivi, ossia persone che hanno donato almeno una volta negli ultimi due anni, mentre i restanti sono donatori sporadici, o ex donatori.
Nonostante ciò, i numeri restano comunque molto incoraggianti e riflettono il dato positivo anche a livello provinciale. Secondo quanto afferma il presidente, infatti, la provincia di Viterbo è tra i primissimi posti in Italia per donazioni, tanto da mandare esaurite anche le liste di attesa nella Tuscia per via del considerevole contributo delle varie sedi distaccate.

Nel parlare di questi dati, non nasconde la sua soddisfazione Saverio Accogli, uomo di profonda sensibilità e grande cuore, ex Vigile del Fuoco che da ben 36 anni è al timone dell’Avis di Civita Castellana e che, appena può, non manca di sottolineare l'importanza della donazione come gesto di profondo altruismo anche sul piano del ricambio generazionale. Si dice tuttavia rammaricato per non aver avuto la possibilità, negli ultimi due anni, di entrare nelle scuole e sensibilizzare gli studenti sul tema della donazione: 'Da anni lavoriamo sulle giovani generazioni affinché siano portatori e parte attiva del cambiamento. Attraverso di loro - prosegue Accogli - vogliamo far passare il messaggio che donare il sangue è un gesto fondamentale per la società, è un gesto di forte altruismo che arricchisce molto a livello umano'. Insomma, la cultura della donazione deve essere tramandata e gli studenti ne diventano protagonisti attivi. “Tutto questo assume un valore anche in termini di medicina preventiva – conclude Accogli -, infatti attraverso la donazione si favorisce un'ottima vigilanza sanitaria nei confronti dei ragazzi”.