ANNO 16 n° 274
Aveva due sedi nella Tuscia il principe
dei bancarottieri
Imprenditore arrestato dalla Finanza,
ha truffato 30 milioni di euro ai fornitori
10/05/2012 - 04:00

VITERBO – Aveva sedi operative anche a Viterbo e a Tarquinia l’imprenditore toscano arrestato ieri dalla Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Si tratta di Gianluigi Vannini, 47 anni, operante nel settore del commercio di telefonia ed elettrodomestici. Altre nove persone, tra cui due professionisti, sono indagate per concorso negli stessi reati. Effettuate anche alcune perquisizioni domiciliari, una nei confronti di un avvocato.

Secondo quanto si è appreso, in cinque anni, dal 2005 al 2010, l'imprenditore avrebbe gestito di fatto sette punti vendita di prodotti elettronici, intestati a prestanome (reclutati tra i suoi dipendenti), tutti indagati insieme a un commercialista e a un avvocato.

I negozi acquistavano merce senza pagarla, e venivano chiusi dopo un breve periodo con un enorme passivo, causando gravi danni ai fornitori e all’erario.

Gli investigatori parlano di 'una catena continua di fallimenti', con 45 milioni di euro di ricavi conseguiti non dichiarati, oltre a Iva non versata per 8,3 milioni, Irap per 450.000 euro e ritenute Irpef per 618 mila euro.

Tra i punti vendita per i quali non è mai stata presentata alcuna dichiarazione fiscale né sono state versate imposte, tra cui quello di Viterbo e Tarquinia appunto, erano affiliati a noti brand del settore. Gli altri erano ubicati a Firenze, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro e Piombino

Sono stati tutti chiusi prima che i fornitori iniziassero a intraprendere le azioni legali per il recupero dei crediti. In questo modo sono state truffate circa 12 aziende, che avevano consegnato merce, mai pagata, per un totale di circa 30 milioni di euro.

L'imprenditore aveva un tenore di vita molto alto: abitava inuna villa con piscina nel comune di Rufina e usava auto di grossa cilindrata, tra cui una Mercedes da 150mila euro.






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