

E’ la mise en espace “Autori Anonimi” a chiudere questa quindicesima edizione del festival di drammaturgia contemporanea Quartieri dell’Arte. Il progetto, in collaborazione con Arci e Festival Storie di Lavoro, nasce dalle penne di sei sceneggiatori che in questa occasione si confrontano con il linguaggio teatrale. Nella pièce la passione per lo scrivere è una malattia e il gruppo di autoaiuto l’unica strada per uscire da questa grave dipendenza:
Scrivi di nascosto?
Hai procurato con lo scrivere dei cambiamenti alla tua vita familiare?
A causa dello scrivere trascuri l’igiene personale?
A causa dello scrivere è diminuita la tua capacità di stare nella realtà?
Scrivere è diventata una necessità?
Se sì, Benvenuto!
Autori Anonimi è un gruppo di autoaiuto di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare altri autori a recuperarsi dalla dipendenza da scrittura.
Negli A.A. l’autore che ha smesso di scrivere mantiene e consolida la propria consapevolezza utilizzando la sua capacità di aiutare un altro autore che ancora scrive a uscire dalla dipendenza dalla scrittura.
Il gruppo è l’entità tramite la quale si realizza il recupero: nelle riunioni, in assoluta libertà, vengono condivise le proprie esperienza, i problemi personali e soprattutto, tramite la memoria e le testimonianze degli A.A., viene messo in pratica il nostro programma di recupero che vogliamo far conoscere in tutto il mondo.
L’unico requisito per entrare a far parte di A.A. è desiderare di smettere di scrivere: ognuno può divenire membro del Gruppo A.A. nel momento stesso in cui dichiara di volerlo. La partecipazione è totalmente gratuita e non esiste alcuna distinzione relativa alla razza, al sesso, al ceto sociale, alla fede religiosa, agli ideali politici.
Uno dei punti fermi del gruppo è l’anonimato: qualora lo si desideri è possibile non rivelare la propria identità, ma ci si deve comunque impegnare a rispettare il diritto d’autore e non divulgare discorsi e storie personali uditi all’interno del gruppo. L’anonimato riveste, peraltro, un ben più profondo significato, facendo sì che i nostri princìpi vengano sempre anteposti alle personalità dei singoli.
La pièce, scritta da Guido Lombardi, il regista premiato alla 68ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica con il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” per il suo lungometraggio d’esordio di 'Là Bas' (in francese “laggiù”).Luca De Benedittis, Marco Gianfreda, Emanuela Moroni (collaboratori anche della sceneggiatura di Là Bas), Piero Balzoni e Valentina Leotta, sarà in scena il 30 ottobre con la regia di Vito Mancusi alle Scuderie di Palazzo Farnese (Caprarola).