ANNO 16 n° 98
Auto a benzina sugli stalli di ricarica elettrica
Nonostante il crescente numero di auto elettriche ed ibride c'č ancora incuranza da parte di alcuni cittadini
Fabio
08/04/2026 - 07:02
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Auto a benzina o gasolio parcheggiate sugli stalli di ricarica elettrica davanti ai supermercati: nonostante aumenta sempre più il numero dei cittadini che scelgono l'alimentazione elettrica per la propria auto, o quella ibrida, con la conseguente possibilità di caricare negli stalli pubblici, oltre che a casa, ancora alcuni automobilisti con auto a combustione lasciano l'auto sugli stalli di ricarica.

Questa volta è accaduto presso le colonnine del Centro Commerciale Murialdo, dove un automobilista, proprietario di una auto full electric, che voleva ricaricare le batterie mentre si recava al supermercato, ha trovato uno stallo occupato da una vettura in ricarica, e l'altro da una vettura con motore a combustione. 'Ha avvisato il punto di ascolto del supermercato, che oltretutto fornisce le colonnine' racconta il proprietario dell'auto elettrica 'gli addetti allora mi hanno avvisato quando l'automobilista se n'è andato. Appena sono uscito per posizionare la mia macchina in ricarica è arrivata un'altra signora con auto a benzina e ha parcheggiato sullo stallo di ricarica. A quel punto sono andato in un altro supermercato che mi permetesse dfi ottimizzare il tempo di ricarica con quello della spesa'.

Non è l'unico episodio, quello capitato presso il Centro Commerciale Murialdo. Questo genere di incuranza degli spazi delimitati e riservati ad altri si riscontra anche sulle piste ciclabili, costantemente occupati dalla prepotenza delle autovetture, e negli stalli destinati a donne incinta.

Attualmente sono 64 le colonnine di ricarica nella città di Viterbo, delle quali 15 sono colonnine rapide, con potenza erogata superiore a 43 chilowatt.

In dirittura d’arrivo le procedure burocratiche per la realizzazione del penultimo tratto della superstrada Orte-Civitavecchia, un asse viario che avvicina Viterbo alla costa, ai nodi del porto di Civitavecchia e della Autostrada A12, con riduzione dei tempi di percorrenza e degli incidenti stradali, che hanno martoriato la SS1 Aurelia bis. Secondo le stime di Anas, che gestisce la rete viaria, sono 1 milione 115 mila le persone interessate dall’infrastruttura, di cui 405 mila lavoratori. Dopo oltre 40 anni di attesa, dunque, le operazioni sono all’ultimo miglio: è stata indetta, infatti, per il 15 aprile la prima conferenza dei servizi per l'Autorizzazione Unica Ambientale necessaria alla costituzione del mega cantiere atto a terminare i lavori della superstrada fino a Tarquinia. Il tratto di SS 675 Umbro-Laziale che dovrà unire Adriatico e Tirreno, inserito nella rete Ten-t, riguardante la progettazione e sviluppo delle vie di comunicazione e gli scambi intermodali transeuropei, costituisce un tassello nella rete stradale dell’Italia centrale, insieme alle tratte Orte-Ancona, e Orte-Rieti, e sarà essenziale per il trasporto di merci e per i collegamenti, e avvicinerà il litorale ai viterbesi che si recano nelle zone marittime di Tarquinia e Montalto di Castro, e quanti lavorano nelle aree del litorale e di Civitavecchia. Difatti il completamento dell’itinerario compreso tra Orte e la SS1 Aurelia, oggi A12, insieme all’adeguamento a 4 corsie della SS1 “Aurelia”, tra l’innesto con l'Autostrada A12 “Roma Civitavecchia” e lo svincolo di Monte Romano sulla A12, consentirà di collegare tramite un’infrastruttura a 4 corsie il porto di Civitavecchia con l’Autostrada A1, a Orte, l’itinerario internazionale E45 e l’area industriale di Terni. La prima apertura della superstrada, fino a Vetralla, è avvenuta a metà degli anni '80, costituendo un volano per l’economia viterbese, fino ad allora collegata all’Umbria solamente dalla strada Ortana: con collegamenti caratterizzati da curve, traffico e tempi di percorrenza infiniti. I tempi attuali di percorrenza dalla Città dei Papi fino a Tarquinia Lido sono mediamente di 50/60 minuti, senza contare il traffico, soprattutto nel passaggio per lo stretto corridoio di Monte Romano; si ridurranno a 30 minuti con il completamento della superstrada. Altro fattore valutato in fase di progettazione è quello al tasso di incidentalità e di mortalità della SS1 bis, estremamente elevato, rispetto ala SS675: la prima, considerando un tratto di 22 chilometri di estensione, presenta un valore di 12,50 nel periodo tra il 2017 e il 2019; la nuova superstrada, invece con un’estensione di 54 chilometri, nello stesso periodo, ha un valore di mortalità di 7,69. L’ultimo tratto della nuova superstrada, con un investimento complessivo superiore ai 700 milioni di euro, è stato suddiviso in due lotti: il primo, quello in via di realizzazione, dal valore di 350 milioni, dei quali 290 di lavori, aggira l’agglomerato urbano di Monte Romani, fino a Tarquinia, e prevede 5 chilometri di strada a quattro corsie, due per senso di marcia. Il cronoprogramma delle opere prevede 4 anni di lavori per la consegna. il secondo tratto, in fase di progettazione, congiungerà Tarquinia con l’Aurelia, attualmente A12, con una superstrada di 12 chilometri di lunghezza. Il prossimo 15 aprile si terrà la prima conferenza di servizi in merito all’Autorizzazione Unica Ambientale; le altre tappe previste saranno quelle del 15 e del 18 maggio, nelle quali dovranno pervenire i pareri di tutte le parti chiamate in causa.






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