

di Roberto Pomi
VITERBO – Autisti Francigena sull’orlo di una crisi di nervi. ''Insostenibile andare avanti così, con la situazione di Belcolle e di viale Marconi che non trova soluzione e che ci costringe ogni giorno a rischiare di danneggiare gli autobus o ci espone a incidenti'', così il rappresentante sicurezza dell’azienda per la sigla sindacale Faisa Rls Stefano Achilli.
Il 29 ottobre sarà nel capoluogo della Tuscia l’avvocato del sindacato per presentare una denuncia alla Procura della Repubblica sulla situazione di lavoro in assenza di sicurezza che si protrae da mesi su questi due luoghi caldi. Le corse del trasporto pubblico locale che servono l’ospedale cittadino trovano ripetute difficoltà perché le aree di fermata dell’autobus sono spesso occupate da auto in sosta o addirittura da mezzi della Asl.
''Questa situazione – spiega il rappresentante sicurezza – ci costringe a manovre spesso ardue, con il risultato che è capitato spesso, negli ultimi tempi, di danneggiare le gomme del mezzo. Ci tengo a precisare che un pneumatico del pullman costa sulle cinquecento euro. Far fronte a questo tipo di spese, legate al non rispetto delle regole da parte di altri, lo reputo francamente folle''.
Ma non è l’unica croce che gli autisti Francigena sono costretti a sopportare ogni giorno. Seri problemi per la sicurezza si registrano quotidianamente su via Marconi. ''Sembra di stare nel far west – continua Achilli -. Ci troviamo spesso a dover oltrepassare la doppia linea continua perché sulla nostra corsia sono parcheggiate auto o addirittura furgoni. Se dovesse accaderci un incidente in un simile contesto rischiamo la sospensione della patente''.
Questo tipo di problemi sono stati sollevati, con una serie di lettere scritte dai sindacati, da circa un anno. In data 27 maggio gli autisti Francigena hanno interessato anche la Prefettura che, dopo due giorni ha scritto al Comune di Viterbo chiedendo informazioni e invitando a prendere provvedimenti. ''La lettera è stata firmata dal viceprefetto aggiunto Geraci, che ringrazio per la tempestività – commenta Achilli -. Dal Comune però non è arrivata nessuna risposta e ci sentiamo costretti di presentare denuncia alla Procura''.