

di Massimiliano Morelli
Non servono giri di parole per descrivere l’autismo, per gli amanti della navigazione in Rete basta spulciare Wikipedia per venire a conoscenza del fatto che “è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d'interessi e comportamenti ripetitivi”. Difficile da comprendere? Allora, per rendere le cose più facili, basti pensare a Dustin Hoffman in “Rain man”, a Tom Hanks in “Forrest Gump” e, per restare in Italia, a “Quanto basta”, interpretato fra gli altri da Vinicio Marchionni. Le iniziative per accendere i riflettori sulla questione non mancheranno oggi, del resto la Giornata mondiale dedicata all’autismo serve proprio a questo. Secondo le stime sono 603.170 in Italia le persone che presentano un disturbo dello spettro autistico, pari a circa l’1% della popolazione complessiva; e una ogni 77 ha un’età compresa tra i 7 e i 9 anni, almeno secondo i dati del ministero della Salute. E qui va aggiunto che sono 4.350 i bambini con disturbo autistico rispetto a 435mila nuovi nati in Italia nel 2020. La media è questa, a farla breve ogni anno potrebbero essere più di quattromila i nuovi casi nel nostro Paese. Altre statistiche: 1 ogni 89 è l’incidenza dei disturbi dello spettro autistico tra la popolazione europea (12,2 per mille), e il valore dei vari Paesi varia tra i 4,4 e i 19,7 per mille, mentre è del 2% la quota di popolazione di Asia, Europa e Nord America che presenta disturbi dello spettro autistico, e in questo caso il dato è fornito da Data & Statistics on Autism Spectrum Disorder.