ANNO 16 n° 273
Aumenti Tarsu: Regione adeguerą tariffe
Presentato il piano regionale di gestione dei rifiuti dall'assessore Pietro Di Paolo
04/07/2011 - 19:06

Chiusura del ciclo dei rifiuti e autosufficienza. Sono gli obiettivi del piano regionale di gestione dei rifiuti presentato questa mattina a Palazzo Gentili dall'assessore regionale alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti Pietro Di Paolo.

Per quanto riguardo riguarda l' aumento della Tarsu nella provincia di Viterbo l’assessore ha affermato che la Regione sta procedendo all'adeguamento tariffario previsto.

‘’Il piano - si legge nel documento - nasce con lo scopo di uniformare e razionalizzare la programmazione che si è susseguita nel tempo, per aggiornare la pianificazione al mutuato quadro normativo nazionale, nonché per il superamento dell’emergenza dei rifiuti urbani nella Regione Lazio, fornendo una rappresentazione del ciclo dei rifiuti, dalla produzione alla reimissione come materiali sul mercato o allo smaltimento finale’’. Pertanto oggetto di importanza per attivare il piano sono: la raccolta differenziata e il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani per il quale è necessario assicurare l’autosufficienza grazie alla costituzione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti efficiente, e dotato delle migliori tecnologie disponibili.

Il Piano regionale dei rifiuti è strutturato in due Sezioni: la prima sezione è dedicata al Piano dei rifiuti urbani, mentre la seconda sezione riguarda i rifiuti speciali e contiene riferimenti agli altri piani.

Il Sub - ATO di Viterbo comprende tutti i 60comuni della provincia di Viterbo, con una superficie di 3.612 Kmq. ed una popolazione complessiva di 310.650 abitanti, di cui circa il 20% residente nel capoluogo che da solo produce tt 21% dei rifiuti urbani totali della Provincia.

Nel 2008 (Delibera n.58 del 1/10/08) è stato adottato il 'Piano digestione dei rifiuti urbani della Provincia di Viterbo' il quale prevede che nel territorio della Provincia di Viterbo vengano smaltiti sia i rifiuti della Provincia stessa che i rifiuti provenienti dalla Provincia di Rieti con un sistema impiantistico composto da un impianto di selezione e stabilizzazione, una discarica e 6 piattaforme di valorizzazione della RD.

Durante il consiglio provinciale straordinario l’assessore ha messo in evidenza l’importanza della raccolta differenziata che, secondo un tetto imposto dal Ministero, dal 17 % dovrebbe arrivare 65% nel 2012. ‘’Una percentuale molto alta – ha affermato Di Paolo – se si pensa non tutti i comuni del Lazio hanno adottato questa politica’’.

‘’Ringrazio l’assessore regionale alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti Pietro Di Paolo per la sua presenza qui oggi nella sala del consiglio di Palazzo Gentili. – ha affermato il presidente della Provincia Marcello Meroi - Lo ringrazio per i suoi dettagliati interventi e per la disponibilità e la precisione con cui ha risposto alle domande di consiglieri e sindaci, e con cui ha chiarito alcuni dubbi sollevati dall’Amministrazione provinciale che, come è noto, non avevamo affatto gradito’’.

‘’In riferimento alla notizia appena comunicataci sulla disponibilità del Lazio ad ospitare, in questa situazione di emergenza, parte dei rifiuti di Napoli, - ha detto il presidente della Provincia - poi, accolgo con molto favore la rassicurazione dell’assessore sul fatto che la Tuscia non sarà interessata da questo processo, soprattutto se si considera che il nostro territorio già da tempo fa la propria parte in osservanza dei principi di solidarietà e di generosità. Considerata la ritrovata disponibilità dell’assessore Pietro Di Paolo al confronto e alla condivisione, auspichiamo quindi che certe situazioni d’ora in avanti non si verifichino più, e che in futuro temi d’importanza cruciale per il territorio come questo riguardante i rifiuti vengano trattati su tavoli congiunti’’.

‘’Siamo, perciò, particolarmente intenzionati a far sì che le osservazioni sollevate in sede di valutazione del piano ed approvate unanimemente dal consiglio provinciale – ha concluso - vengano prese in attenta considerazione dall’Ente regionale, così da modificare, migliorandole, le ricadute che il piano stesso avrà in termini di tutela, salvaguardia e difesa del territorio della Tuscia’’.






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