ANNO 16 n° 275
Atto Aziendale Asl, Primo obiettivo: Belcolle Dea di secondo livello
Previsto il taglio di cinque primari
14/11/2014 - 19:30

di Roberto Pomi

''Atto aziendale must go on'', questo in sintesi il pensiero del commissario Asl Luigi Macchitella. Un lungo pomeriggio a Palazzo dei Priori tra il piano aziendale illustrato dal vertice dell’azienda sanitaria locale e le spaccature dell’assemblea dei sindaci.

Una discussione chiamata a girare intorno a un punto fisso: la ferrea determinazione del tecnico di presentare lunedì pomeriggio alle 17 l’atto alla Regione Lazio. Sindaci non tutti d’un sentimento, ma alla fine si decide che voteranno lunedì alle 12 un documento di approvazione del piano.

La filosofia di questo punta dritta verso la generazione delle condizioni necessarie per raggiungere la stella cometa: il riconoscimento di Belcolle come Dea di secondo livello. Un’eccellenza sanitaria possibile se si riuscisse a far passare l’idea che proprio l’ospedale viterbese può diventare punto di riferimento di un’area vasta che va da Rieti a Viterbo. Un’area che contiene almeno le 600mila persone che la norma fissa come condizione necessaria al riconoscimento di questo importante livello d’eccellenza.

Un piano, quello steso da Macchitella, che punta a una rivoluzione copernicana. ''Dobbiamo mettere al centro il diritto alla salute dei cittadini e non gli interessi degli operatori'', spiega senza veli il commissario. E tutto il telaio dell’atto punta a perseguire questo scopo, attraverso razionalizzazione e modernizzazione del sistema sanitario viterbese.

Si passa da cinque a tre distretti e obiettivo di ognuno di questi diventa non tanto gestire servizi, ma capire i bisogni del territorio di competenza. ''Occorre imparare a governare la domanda di prestazioni sanitarie – ha dichiarato all’assemblea dei sindaci Macchitella -. Questo ci permetterà di uscire dall’autoreferenzialità''.

L’atto ridisegna le unità operative complesse in relazione al numero di abitanti, fissandole a 63. Le unità operative semplici si fermano a quota 86. Si perdono 5 primari quindi di unità operativa complessa.

Viene messa nero su bianco una nuova rete di laboratori e si apre il cammino delle ''case della salute''. La prima sarà quella di Acquapendente, a cui intendono unirsi anche Montalto di Castro e Bagnoregio. Non ospedaletti di provincia, ma strutture bene organizzate in grado di farsi carico dei problemi sanitari del territorio, sapendoli gestire e giocando di sistema con il resto delle strutture della rete sanitaria locale.

Il piano di Macchitella punta forte anche sulla modernizzazione e quindi sulla informatizzazione spinta del sistema. Punta sulla banda larga che sappia collegare la rete Asl, permettendo di spostare informazioni, lastre e cartelle da un punto all’altro. Si punta a ridurre le liste d’attesa, aumentando il numero di ore giornaliere in cui vengono offerte le prestazioni e utilizzati i macchinari.

''E’ nostro obiettivo diventare – così il commissario - attrattivi per i territori limitrofi e chiudere questo ciclo vizioso che ha portato il sistema sanitario viterbese a perdere pazienti, migrati verso Umbria e Toscana”.

Per quanto riguarda Belcolle si parla del completamento del corpo A3 entro l’anno, tranne gli ultimi due piani. Per vedere finita l’opera infatti sarebbe necessario un ulteriore sforzo da parte della Regione Lazio.

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