ANNO 16 n° 272
Attivati i corsi di musicoterapia
Un approccio efficace e diverso per la riabilitazione e l'educazione
21/09/2016 - 10:26

VITERBO - Sono attivi i corsi di musicoterapia a Viterbo in piazza della Rocca 30. Un approccio evolutivo all'educazione e alla riabilitazione in sinergia con i servizi sanitari della zona. I corsi, rivolti prevalentemente a bambini e ragazzi con varie disabilità, disturbi dell'apprendimento, concentrazione, patologie neurologighe, mirano a favorire una consapevolezza del sé attraverso la musica, il movimento e l'emozione che ne deriva.

Il dottor Matteo Maienza, musicoterapeuta e musicoteapista, collabora da alcuni anni con i centri territoriali della provincia di Viterbo e Prato, oltre ad essere stato ospite del Centro di integrazione Zahrada di Praga dove a lavorato ad alcuni progetti di ricerca, come l'approccio olistico e multisensoriale della disciplina musicoterapica e il supporto alla riabilitazione equestre come approccio integrato con la musica, tecnica che viene portata a vanti a Viterbo presso il Giardino di Filippo con la dottoressa Chiara De Santis, svolge attività di integrazione scolastica e sociale.

Per farci un'idea chiara su che cosa sia la musicoterapia e le sue applicazioni in ambito clinico dobbiamo risalire agli studi di fama internazionale che da oltre trent'anni affrontano questa tematica, mi riferisco in particolare a Rolando Omar Benenzon psichiatra argentino tra i maggiori esponenti mondiale di questa disciplina, Tony Wigram professore ordinario dell'università di Aalborg in Danimarca, non mancano grandi esponenti in Italia, come Gerardo Manarolo psichiatra dell'Asl di Genova o Giulia Cremaschi Trovesi fondatrice del modello di musicoterapia umanistica.

In merito alla disciplina della musicoterapia c'è ancora molto da scoprire e per evitare di fare confusione tra i vari metodi (attivo, ricettivo, vibrazionale, olistico, integrativo, analitico) descriverò brevemente il metodo che il musicoterapeuta utilizza per lavorare con i Disturbi dello Spettro Autistico (Asd).

La musicoterapia nasce dagli studi sul linguaggio, si interroga sui diversi modi di comunicare che esistono in natura, dell'uomo e degli animali al fine di interpretare la musica come una forma di comunicazione: un linguaggio non-verbale.

In Inghilterra la violoncellista Juliette Alvin ha individuato nella musica una valida alternativa pedagogica e terapeutica lavorando con bambini autistici: si accorse di come rispondevano al linguaggio musicale e ha imparato a dialogare con essi, sviluppando il primo metodo di musicoterapia per bambini autistici. L'improvvisazione, in musica, è un processo molto simile allo scambio interattivo che avviene naturalmente tra madre e neonato, necessita di continui adattamenti reciprochi chiamati ''sintonizzazione'' e che permettono, infine, di realizzare una comunicazione profondamente empatica.

Con l'acronimo Asd si intende Autism Spectrum Disorders, disturbi recentemente classificati nel Dsm V come disturbi del neurosviluppo con esordio nei primi anni di vita. I disturbi compromettono tra l'altro la capacità di reciprocità sociale, ovvero una totale mancanza di consapevolezza degli altri e le cui cause sono probablimente individuate in un deficit della Teoria della Mente, un modulo cognitivo che permette al bambino di leggere progressivamente le emozioni, i desideri, le credenze altrui. Pur mantenendo vivo l'interesse sociale e riconoscendo la necessità di avere degli amici, le difficoltà pragmatiche di un bambino con Asd sono tali da provocare isolamento e solitudine, la qualità della comunicazione è compromessa da una scarsa produzione verbale e dalla totale mancanza di intenzionalità comunicativa; infine, gesti inusuali, i movimenti ripetitivi, l'ipersensibilità ai rumori portano ad un'estrema rigidità del complesso socio-familiare per cui diventa indispensabile un supporto da parte della società tutta.

Recentemente è stata approvata un legge che intende formare adeguatamente tutte le figure coinvolte nell'educazione e nella terapia, collaborando con le Università per rafforzare i contenuti indirizzati alla conoscenza e competenza degli Asd valorizzando metodi di pedagogia sperimentale. Inoltre si sono promosse iniziative di ricerca scientifica mirate allo sviluppo di terapie o modelli di intervento innovativi sanitari e di pedagogia speciale, anche attraverso il sostegno di programmi di ricerca finalizzata e integrata con i programmi internazionali.

Che cos'è la Musicoterapia?

La musicoterapia viene utilizzata in tutto il mondo per la cura e il trattamento degli Asd, oltre ad essere un valido strumento di osservazione clinica permette di intervenire direttamente sulla capacità di comunicazione. Uno dei primi testi redatti è proprio dalla violoncellista britannica Juliette Alvin che parla della musica utilizzata come forma d'improvvisazione libera con bambini autistici al fine di sviluppare delle relazioni tra gli oggetti, le persone, il terapeuta e il gruppo.

In Italia la figura del musicoterapeuta andrebbe tutelata in quanto opera in un ambito effettivamente molto delicato: agendo sulla comunicazione, interponendosi tra il terapeuta e il paziente come un ponte di scambio affettivo e relazionale.

Quando si sente parlare di musicoterapie spesso ci troviamo di fronte a discipline apparentemente simili, ma a volte profondamente diverse in quanto alcune di esse riguardano gli studi sugli effetti psicologici del suono sull'organismo e altre, come la musicoterapia nel trattamento degli Asd, utilizzano il suono, la musica e gli strumenti musicali come un ponte per instaurare una relazione terapeutica di tipo non verbale. Laddove non sembra possibile comunicare, la musica ci permette di dialogare, anche con persone affette da profondi disturbi della comunicazione. Stiamo parlando, dunque, di una terapia della comunicazione, o per la comunicazione, dove è opportuno sapere che ascoltare è la prima regola.

Esistono varie possibilità di intervento a seconda dell'individualità specifica di ognuno ma, generalmente, si consiglia un percorso propedeutico individuale finalizzato a mettere in atto un processo relazionale tra il bambino e la musica. Successivamente è auspicabile proseguire con un percorso di gruppo, magari finalizzato all'integrazione scolastica. La musicoterapia si è dimostrata negli anni un importante strumento nel complesso processo terapeutico delle le persone con Asd. Il valore caratterizzante di questa disciplina è proprio la sua componente aggregativa di gruppo: la musica ha il potere di integrare, includere e fare interagire i bambini tra loro perché opera su un livello di comunicazione differente e non convenzionale. Attraverso la libera improvvisazione, o improvvisazione clinica, i bambini imparano a stare insieme, a rispettare i tempi propri e degli altri, imparano a conoscersi meglio attraverso l'ascolto reciproco e, anche in presenza di Asd, comunicano tra di loro.

Nella musica, e nell'improvvisazione in particolare, l'identità del gruppo è la nuova componente che rende possibile la consapevolezza empatica del qui ed ora; le conseguenze positive di questo approccio sono riscontrabili sia per l'individuo stesso, che può migliorare la sua storia evolutiva prevenire forme di autolesionismo, aggressività, disturbi sociali, sia per la società tutta in quanto contribuisce diffondere l'idea della diversità come valore aggiunto per la società.






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