ANNO 16 n° 274
Attilio Manca, la commissione antimafia: ''Fu omicidio'' e riapre il caso
La madre del medico: ''Chissą se provano un po' di vergogna tutti quelli che hanno depistato''
10/09/2022 - 07:23

VITERBO - La commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità la relazione sul caso di Attilio Manca, il giovane medico siciliano trovato morto nella sua casa a Viterbo nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 2004, sostenendo che si è trattato di un omicidio. Una decisione che riapre il caso.

A darne notizia la madre Angela che commenta così: ''chissà se non provano un po' di vergogna tutti quelli che hanno depistato e insabbiato le indagini su Attilio o coloro che hanno ripetuto incessantemente, cercando di convincere anche se stessi, che Attilio era morto per overdose! Oggi per me è stato un giorno di liberazione, finalmente Attilio ha riacquistato la sua dignità. Nessuno potrà più negare che è stato ucciso''.

''E ripartissero da Viterbo, dove gli insabbiamenti sono iniziati. Che vergogna!'' le rispondono sui social.

''Adesso - scrivono ancora - si dovranno aprire due processi: il primo per l’accertamento della verità legato alle responsabilità dirette e indirette dell’omicidio di Attilio; il secondo per l’accertamento del palese insabbiamento messo in atto da chi, per 17 lunghissimi anni, sputando sulla propria deontologia professionale, ha inquinato i pozzi della verità e della giustizia''.

Per 17 anni si è parlato di suicidio. La storia è oscurata dall’ombra della mafia e del boss Bernardo Provenzano. Attilo Manca, giovane e brillante urologo, lo avrebbe operato in Francia. Il boss per assicurarsi il suo silenzio lo avrebbe fatto eliminare. Questa la conclusione a cui è arrivata la commissione antimafia.






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