ANNO 16 n° 274
Assoluzione Chicco Moltoni: le motivazioni della sentenza
Finģ alla sbarra per attivitą distrattiva di quasi due milioni di euro
14/02/2021 - 11:49

Stefano Marini Balestra

VITERBO - Lo scorso 6 ottobre, dopo l’ascolto del Dispositivo di assoluzione di Chicco Moltoni letto dalla presidente della Sez.del Tribunale di Viterbo dr.ssa Mattei, ci eravamo un po’ dimenticati che a seguito del dispositivo, seguono le motivazioni.

Queste sono state pubblicate giorni fa. Merita quindi ricordare ai lettori la vicenda della discoteca PERFIDIA di Ponte dei Cetti, dichiarata fallita una diecina di anni fa.

Moltoni, all’epoca del dissesto, che poi portò a formale dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale, ne era l’amministratore, quindi, d’ufficio, il curatore fallimentare rappresentò al Tribunale penale le condotte degli amministratori che avevano amministrato la società “Piano alto srl” gestore del locale discoteca.

Il Curatore aveva evidenziato un’attività distrattiva di quasi due milioni di euro, per cui finì alla sbarra l’ultimo amministratore, Chicco Moltoni appunto.

Stranamente, però, in precedenza, nel corso dell’udienza preliminare il GUP aveva stralciato quella del precedente amministratore.

Complessa e tecnica l’istruttoria dibattimentale che poi ha portato il certo convincimento del Collegio del Tribunale che al Moltoni non potevano essere addebitate condotte distrattive delle attività societarie, quindi di reati fallimentari (bancarotta) sia per la breve durata del suo incarico (dicembre 2011/maggio 2012), che la sua necessità por rimedio alle precedenti scellerate amministrazioni.

Ne è esce “pulito” Chicco Moltoni della cui innocenza nessuno ebbe a dubitare in Città.






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