ANNO 16 n° 274
Associazione pendolari di Orte e della Teverina: “Siamo un esercito silenzioso, ma non invisibile'
'Basta disagi: servono risposte concrete”
21/06/2025 - 09:41

ORTE - Rappresentiamo oltre 1.000 pendolari che ogni giorno, dalla zona di Orte e della Teverina, si recano a Roma per motivi di lavoro, studio o salute. Una vera e propria “armata di formiche” che contribuisce alla crescita economica dei territori di origine e della Capitale, sostenendo con sacrificio un sistema socio-economico vitale per l’intero Paese.

Da gennaio 2025, però, la situazione è diventata insostenibile: continui dirottamenti dei treni sulla linea lenta, ritardi sistematici, cambi improvvisi degli orari stanno stravolgendo la vita quotidiana di centinaia di famiglie. Le ore di viaggio si allungano, sottraendo tempo prezioso alla cura dei figli e degli anziani, mettendo in crisi l’equilibrio familiare, aumentando lo stress e compromettendo gravemente la qualità della vita.

Visto il pessimo servizio ferroviario dedicato ai pendolari, saranno costretti all’utilizzo dell’auto privata, con costi maggiori e pesanti ricadute ambientali, che tutti i nostri interlocutori istituzionali dicono di voler ridurre e/o eliminare.

A tutto ciò si aggiunge una minaccia ancora più grave: dal prossimo cambio orario previsto per dicembre 2025, tutti i treni regionali veloci (RV) potrebbero essere spostati sulla linea lenta a causa della delibera ART che impone sanzioni per i convogli che percorrono la direttissima a meno di 200 km/h. Una misura che, se applicata, rappresenterebbe un colpo mortale alla mobilità sostenibile, all’economia, alla sostenibilità sociale e familiare del nostro territorio.

Politiche di trasporto irrazionali che non favoriscono i collegamenti e la vivibilità delle zone interne comportano inesorabilmente lo svuotamento delle stesse, uno spostamento di massa verso zone meglio collegate e un sovraccarico insostenibile della linea convenzionale Orte–Fiumicino, con riduzione dell’offerta, ritardi e sovraffollamento. I soldi pubblici non possono favorire unicamente l’alta velocità, riducendo le vie dei treni regionali veloci a tratte di serie B.

Per questo chiediamo con forza, la presenza al tavolo istituzionale chiesto dall’Amministrazione comunale di Orte, unitamente alle altre amministrazioni cittadine firmatarie della richiesta di un tavolo di confronto urgentissimo con gli interlocutori istituzionali (Ministero dei trasporti, Regione Lazio, Trenitalia, RFI, comuni interessati) per conoscere costantemente e affrontare una situazione ormai insostenibile.

In allegato trasmettiamo i punti delle nostre richieste, pronti a creare un coordinamento interregionale che coordini le associazioni dei pendolari di Lazio, Umbria, Toscana, Marche e coinvolga attivamente i Comuni, le Province e le Regioni interessate.

Nell’attesa del tavolo istituzionale chiediamo la proroga immediata dell’applicazione delle sanzioni previste dalla delibera ART, concordando i tempi di proroga, per permettere alle Regioni di dotarsi di convogli adatti a viaggiare sulla direttissima senza penalizzazioni.

Crediamo sia indispensabile una visione condivisa e concreta per un trasporto ferroviario moderno, efficiente, sostenibile e rispettoso della vita dei pendolari.

Siamo un esercito silenzioso, ma non invisibile. È giunto il momento di ascoltarci. Non chiediamo privilegi, ma diritti: il diritto a un trasporto pubblico dignitoso, il diritto a conciliare lavoro e vita, il diritto di salvaguardare le nostre comunità cittadine e i nostri territori operosi e ricchi di bellezze artistiche e storiche, il diritto a vivere una qualità della vita che salvaguardi la sostenibilità economica, sociale ed ambientale di interi territori interni.






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