

VITERBO – Da Siena si può imparare. A far cosa? No, il Palio non c’entra, e neanche i ricciarelli. Da Siena si può imparare molto su come chiudere al traffico il centro storico senza troppi traumi, e anzi farlo funzionare meglio. Così oggi l’assessore viterbese Alvaro Ricci, delegato all’Urbanistica e al centro storico, appunto, sarà ospite nella città toscana del suo omologo Stefano Maggi. In un incontro che potrebbe essere molto proficuo per le sorti di Viterbo, dentro ma anche fuori le mura.
“Ringrazio Maggi per la disponibilità che ha mostrato nei nostri confronti – dice Ricci – Sarà un confronto su questo tema, al quale naturalmente ci presentiamo con l’umiltà e la voglia di apprendere degli scolari”. Già, perché Siena e i senesi, sotto questo punto di vista, sono un esempio invidiato e imitato in tutta Italia.
Il centro storico della città, prima di diventare patrimonio dell’Unesco nel 1995, è stato chiuso al traffico già dagli anni Settanta, con una rivoluzione decisa che ha portato l’economia della città a crescere in modo virtuoso, grazie alla maggiore vivibilità derivata dalla misura sia per gli abitanti, sia per i tantissimi turismi. Uno dei primi centri storici di una città di provincia off limits alle auto, e tanti altri ne sarebbero seguiti negli anni. All’appello manca solo Viterbo, che comunque al progetto sta lavorando seriamente proprio grazie a Ricci e che ha in calendario la discussione della prima parte del provvedimento (la chiusura della parte monumentale, via San Lorenzo e San Pellegrino) già dai prossimi consigli comunali. ''Per questo cercheremo degli spunti utili dalla realtà senese. Poi ognuno avrà la sua ricetta''. E una battuta finale: ''Vogliamo intensificare i rapporti con Siena - dice Ricci - Non saranno certo i 136 chilometri di vecchia Cassia a dividerci...'' E l'assessore si mette in viaggio.