ANNO 16 n° 274
Assemblea pubblica per acquisizione Talete
Il comitato ''Noi non ce la beviamo'' discute sul passaggio ad Acea
12/12/2016 - 14:25

Riceviamo e pubblichiamo dal comitato ''Non ce la beviamo''.

VITERBO – Lettera aperta ai Sindaci e Consiglieri comunali della provincia di Viterbo. Il 19 dicembre potrà essere presa una decisione irrevocabile a danno dei cittadini e del territorio. Si tratta della possibile acquisizione di Talete da parte di ACEA. Per discutere di come sia realmente possibile uscire da questo progetto e dalla società Talete il comitato ''Noi non ce la beviamo'' indice una assemblea di sindaci e amministratori per giovedì prossimo alle ore 16, presso la sala conferenze della Provincia di Viterbo in via Saffi.

Nella provincia di Viterbo si è avviato un processo di privatizzazione della gestione del servizio idrico che il 19 dicembre p.v. avrà una sua importante scadenza. La questione, forse, è chiara ai sindaci che hanno dato mandato al presidente della Talete di una ricerca del socio privato; molto meno lo è per i consiglieri comunali e per coloro che si rifiutano di cedere il servizio ad una società percepita, a ragione, come un ''carrozzone'' mal gestito che ha prodotto finora aumenti delle tariffe e disservizi per i cittadini. Nonostante un referendum, che ha sancito l'obbligo della gestione pubblica e dei deliberati, persino dell'ONU che ha dichiarato l'acqua ''diritto umano universale fondamentale'' impegnando tutti a compiere atti e azioni conseguenti, i governi nazionali, spinti e controllati dalle lobbies finanziarie e speculative, hanno operato per contrastare l'esito referendario. In controtendenza nella regione Lazio, su proposta dei movimenti popolari è, stata deliberata e votata, all'unanimità, la legge n° 5 del 2014 che, se applicata, riporterebbe il servizio idrico nel naturale ambito di comuni e/o consorzi di comuni come facenti parte di bacini idrici già individuati.

La giunta laziale, guidata da Zingaretti, però sceglie di disattendere la sua stessa legge e percorre la strada dei commissariamenti e delle discriminazioni. Il progetto è molto chiaro: l'ACEA, soggetto privato, è indicato come aggregante e privatizzatore di tutte le gestioni laziali e del centro-Italia per favorire la grande speculazione delle multinazionali dell'acqua già abbondantemente presenti. Questo avviene quando non solo la gestione idrica è stata stralciata dal cosiddetto decreto Madia ma anche quando lo stesso è stato giudicato anticostituzionale e molti sindaci, come nel frusinate, chiedono l'uscita da ACEA pessimo gestore.

''Si scrive acqua e si legge democrazia''.

Vi aspettiamo il 15/12 presso Sala della Provincia di Viterbo alle ore 16,00.






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