ANNO 16 n° 152
ASL Viterbo: Stop al demansionamento degli infermieri negli ambulatori odontoiatrici
La CISAS Sanitą diffida formalmente l'Azienda Sanitaria: «Basta utilizzare professionisti laureati per mansioni di supporto. Pronti a ricorrere al Giudice del Lavoro e ai NAS»
01/06/2026 - 07:01

VITERBO - La CISAS Sanità dice basta all'utilizzo improprio e sistematico del personale infermieristico presso gli ambulatori odontoiatrici della ASL di Viterbo. Una pratica ormai consolidata che configura un vero e proprio 'demansionamento funzionale' ai danni di professionisti sanitari laureati, costretti a coprire le carenze organiche del personale di supporto. Per queste ragioni, in qualità di Segretario Nazionale dell'Organizzazione Sindacale, ho inoltrato una diffida formale e una richiesta di cessazione immediata di tale condotta ai vertici aziendali.

Non si tratta di un episodio isolato, ma di una condotta che va avanti nonostante le ripetute segnalazioni. Già il 4 dicembre 2024 la nostra sigla sindacale aveva denunciato il demansionamento degli infermieri all'interno degli ambulatori odontoiatrici. Successivamente, in data 16 settembre 2025, con la nota prot. 78666, il Direttore dell'Area UOC Cure Primarie aveva persino cercato di giustificare l'ingiustificabile, asserendo che la funzione di Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) potesse essere svolta anche da personale infermieristico.

Oggi, a fronte delle continue e pressanti segnalazioni che giungono da numerosi infermieri dipendenti assegnati agli ambulatori dei Distretti (come il Distretto C) e di altre sedi aziendali, la situazione è diventata insostenibile. Le assegnazioni avvengono con carattere di continuità, ogni settimana, attraverso ordini di servizio scritti, verbali o dell'ultimo minuto, imponendo ai professionisti compiti di supporto (come l'assistenza diretta alla poltrona, il passaggio degli strumenti, l'aspirazione, il riordino del campo e la sterilizzazione) che competono esclusivamente alla figura dell'ASO (disciplinata dal DPCM 9 febbraio 2018).

L'infermiere è un professionista sanitario intellettuale, il cui percorso è regolato dalle leggi 42/1999 e 251/2000 e dal Profilo Professionale (DM 739/1999). Adibirlo stabilmente a mansioni inferiori viola palesemente l'art. 52 del D.Lgs. 165/2001 e l'art. 2103 del Codice Civile, i quali stabiliscono che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto o a quelle equivalenti.

Anche la giurisprudenza è monolitica su questo punto: la recente Ordinanza n. 12139/2025 della Corte di Cassazione ha ribadito con chiarezza che l'infermiere non può essere adibito a mansioni di supporto (quali accoglienza o pulizie) se non in casi del tutto eccezionali e temporanei. Non è ammissibile che una carenza strutturale di organico diventi il pretesto per calpestare la dignità professionale dei lavoratori.

Questo distorto utilizzo del personale non danneggia solo gli infermieri, ma si ripercuote drammaticamente sulla qualità dell'assistenza ai cittadini. Sottrarre infermieri all'odontoiatria significa lasciare sguarniti gli altri ambulatori specialistici dove la loro presenza è indispensabile e insostituibile, mettendo a rischio la sicurezza delle cure nella U.O.C. di appartenenza.

Inoltre, emerge una gestione del personale che solleva forti perplessità. Esiste una graduatoria vigente per il personale ASO, ma l'Azienda non sembra attingervi per coprire i buchi in tutta la provincia. Non si comprende, infatti, per quale motivo siano stati assunti assistenti dedicati esclusivamente alla sede di Ronciglione, lasciando gli altri distretti in perenne emergenza e costringendo gli infermieri a fare le veci di figure di supporto.

La CISAS Sanità ha diffidato formalmente la ASL di Viterbo a provvedere con effetto immediato alla cessazione dell'assegnazione sistematica degli infermieri nelle sale odontoiatriche, ordinando il loro reintegro nei reparti di competenza e il contestuale reclutamento di personale ASO qualificato.

Senza un riscontro positivo entro 7 giorni, l'azione del sindacato si sposterà nelle sedi giudiziarie. Adiremo le vie legali presso il Giudice del Lavoro per accertare il demansionamento e presenteremo un esposto ai Carabinieri NAS per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Abbiamo inoltre invitato l'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) competente a vigilare sull'uso corretto dei professionisti e contro ogni forma di esercizio abusivo della professione, riservandoci infine di trasmettere l'intero fascicolo alla Procura della Repubblica. La dignità del personale sanitario e la sicurezza delle cure non sono negoziabili.






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