ANNO 16 n° 275
AS Viterbese, chiesti
quattro rinvii a giudizio
per evasione fiscale
Ex dirigenti verso il processo
20/01/2015 - 00:01

VITERBO - Quattro richieste di rinvio a giudizio sono state emesse dalla Procura della Repubblica di Viterbo a carico d'altrettanti dirigenti della vecchia AS Viterbese, in carica tra il 2007 e il 2012. Sono tutti accusati si evasione per oltre 500mila euro, tra imposte, IVA e IRES, attraverso una serie di fatture emesse da società compiacenti, per operazioni inesistenti o con importi gonfiati.

A rischio processo sono i dirigenti dell'AS Viterbese della mancata iscrizione al campionato, dei dirigenti latitanti, dell'acqua tagliata per le bollette non pagate e dei danni chiesti dal Comune per la rinuncia al contratto di gestione del campo. Una pagina triste, che ha lasciato il passo ai Camilli, al ritorno tra i dilettanti, al sogno della promozione in Lega Pro dopo tanti bocconi amari ingoiati a forza.

Ma sul banco degli imputati potrebbero finire molte altre persone in varie parti d'Italia. Il pubblico ministro Stefano D'Arma, titolare dell'inchiesta, ha scorporato il fascicolo in più filoni e li ha inviati alle procure competenti per le città in cui hanno sede le società che avrebbero emesso le fatture in odor di falso o di gonfiamento.

Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza che, nel maggio 2013 compì un blitz negli uffici dell'AS Viterbese e sequestro una grossa mole di documenti. Altri, che non fu possibile trovare nella sede societaria, furono acquisiti in seguito.

Il quadro che ne è emerso ha portato il sostituto procuratore a emettere quattro richieste di rinvio a giudizio nei confronti di tre dirigenti dell'ex società e di un imprenditore viterbese che ha emesso una o più fatture sospette.

Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari.






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