

Dopo 22 giornate di campionato, la Roma è al terzo posto in classifica a otto punti dall’Inter capolista, a sei dal Milan secondo e con un discreto vantaggio su Juventus, Atalanta, Napoli e Lazio che invece inseguono a stretto contatto. Dopo anni di delusioni, in casa Roma c’è un’aria diversa e il merito è sicuramente del nuovo presidente statunitense Friedkin che da quando è arrivato in Italia non ha ancora sbagliato una mossa.

Confermare Fonseca ha fatto la differenza
La prima mossa fatta da Friedkin quando è arrivato alla Roma è stata quella di dare continuità al progetto tecnico in atto, accordando e rinnovando più volte la fiducia al tecnico portoghese Fonseca che, dal canto suo, sta ripagando a suon di risultati. Non si sa per quale oscuro motivo, ma Roma si conferma ancora una volta una tra le piazze più difficili al mondo, se non la più difficile in assoluto, e non tanto e non solo per l’importanza che la squadra riveste nella vita dei propri tifosi, quanto per l’autolesionismo che ormai sembra essere di casa in quel di Trigoria. In qualsiasi altra città, il terzo posto in classifica, soprattutto per una squadra come quella capitolina che non punta allo scudetto, sarebbe un risultato più che accettabile, e invece a Roma c’è chi a più riprese ha chiesto l’esonero di Fonseca sulla base di motivazioni che sinceramente non trovano riscontro fattuale. La Roma, dopo anni di buio, è secondo le scommesse sportive una delle principali indiziate per la qualificazione alla prossima Champions League, nonostante le mille polemiche e nonostante stiadi fatto facendo a meno del proprio bomber Edin Džeko dall'inizio del campionato. Il rapporto tra l’attaccante bosniaco e il tecnico sta lentamente tornando alla normalità e la sensazione è che le cose non possano fare altro che migliorare, anche perchè i margini di miglioramento dei giallorossi sono immensi.

Le mosse con cui Friedkin sta cambiando la Roma
Tanto per cominciare, a Friedkin va riconosciuto l’indubbio merito di aver dato serenità e fiducia a tutto l’ambiente giallorosso che sotto la gestione Pallotta era diventato invece una polveriera. Dopo aver rimesso le cose al proprio posto dal punto di vista sportivo e dirigenziale, Friedkin ha deciso di seguire la squadra da vicino, in netta contrapposizione con quanto fatto dal suo predecessore le cui apparizioni a Roma negli ultimi anni si contano sulle dita di una mano. Dal punto di vista finanziario, dopo aver immesso una buona dose di liquidità nelle casse del club, il nuovo proprietario è andato dritto per la sua strada e l’uscita dalla quotazione in borsa sembra ormai a un passo. Come se non bastasse, è notizia delle ultime ore che nel prossimo triennio lo sponsor tecnico dei giallorossi sarà New Balance, il cui logo andrà così a sostituire quello di Nike. L’accordo, oltre a prevedere la corresponsione di 3 milioni di euro lordi l’anno, prevede anche che il 40% delle entrate derivanti dalla vendita dei prodotti a marchio Roma andranno direttamente nelle casse societarie, ancora in sofferenza dopo la nefasta gestione Pallotta.
La Roma ha finalmente un progetto ambizioso e l’impressione di tutti è che Friedkin possa davvero rappresentare un punto di svolta nella storia del club capitolino.