ANNO 16 n° 112
Artigianato della Tuscia, CNA lo porta nel mondo
Con il progetto Contemporary Roots 46 imprese locali diventano una vetrina internazionale tra Villa Lante e Palazzo Farnese
Andrea
22/04/2026 - 20:25
di Andrea Farronato

VITERBO – Portare l’artigianato fuori dalle botteghe e farlo parlare al mondo. È da qui che nasce Contemporary Roots, il progetto promosso da CNA Viterbo e Civitavecchia che, nei fatti, ha trasformato il saper fare della Tuscia in una vetrina internazionale.

 

Un progetto che mette insieme 46 imprese

Sono 46 le realtà artigiane coinvolte in un percorso iniziato nel 2022 e arrivato oggi a un primo bilancio. Un lavoro di rete che ha portato alla creazione di contenuti fotografici e video realizzati in due luoghi simbolo del territorio: Villa Lante e Palazzo Farnese.

Questo spazio nasce proprio come risultato di un progetto di rete – è stato spiegato in apertura da Attilio Lupidi, (segretario CNA). Un progetto che ha visto le imprese mettersi insieme per condividere le loro opere e portare fuori dalle botteghe la manualità, la tradizione e la qualità dell’artigianato”.

(da sinistra, Ivana Pagliara, Attilio Lupidi e Francesco Monzillo)

L’obiettivo è chiaro: non solo valorizzare le eccellenze locali, ma renderle riconoscibili anche fuori dai confini della Tuscia.

È un progetto teso all’internazionalizzazione – ha aggiunto – per diffondere queste bellezze anche fuori dal nostro territorio e allo stesso tempo raccontare la Tuscia come un’oasi di creatività e qualità”.

 

Il cuore del progetto: connessioni e identità

A spiegare la visione è stata la direttrice artistica Ivana Pagliara, che ha costruito il progetto partendo da un’idea precisa: fare rete.

La crescita vera nasce da connessioni significative – ha detto –. E questo progetto nasce proprio dall’esigenza di promuovere le eccellenze artigianali, soprattutto quelle capaci di reinterpretare il saper fare in chiave contemporanea”.

Tre le fasi principali: selezione delle imprese, realizzazione dei contenuti visivi e, infine, la comunicazione internazionale. Un passaggio fondamentale, quest’ultimo, che ha portato già ai primi risultati: pubblicazioni su testate estere di architettura e design.

Non si tratta solo di esportare prodotti – ha spiegato Pagliara – ma di costruire una narrativa che unisce artigianato, territorio e cultura, creando nuove opportunità per le imprese”.

 

Gli artigiani: tradizione che si rinnova

Il progetto prende forma soprattutto attraverso i suoi protagonisti: C’è Cinzia Chiulli, che ha riportato in scena la tecnica della “zaffera”; Daniela Lai, con arredi che dialogano con gli spazi storici attraverso materiali e forme contemporanee; Roberta Pietrini (brand Nelou), che lavora su materiali naturali e di recupero, trasformandoli in oggetti di design; Irene Lupi, giovane orafa reatina, che parte dal simbolo dell’ulivo per creare gioielli che uniscono tradizione e ricerca. E ancora diversi artgiani, come Michela Bianchini, Loretta Purgatori, Luigi Cuppone, Andrea di Maio, e Bordo Maria Vittoria, tutti con qualcosa di unico da presentare, ma con un filo comune ad unirli, la capacità di reinterpretare il territorio senza perderne l’identità.

 

Un progetto che guarda fuori

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di Commercio. “Parliamo di un binomio vincente: artigianato, territorio e innovazione – ha spiegato –. Questo progetto lascia un segno perché unisce tradizione e design, ma anche digitalizzazione e nuovi mercati”. Il progetto ha coinvolto anche l’Istituto delle Ville Monumentali della Tuscia, “È un’iniziativa che coniuga tradizione e innovazione – ha sottolineato il direttore Mascheruccivalorizzando competenze che rappresentano una parte essenziale dell’identità culturale ed economica del territorio”.

 

E adesso?

Il bilancio è positivo, ma il percorso è appena iniziato. Tra press kit internazionali, contenuti digitali e prime pubblicazioni all’estero, Contemporary Roots ha posto le basi per un lavoro che richiederà continuità. L’idea di una seconda edizione è già sul tavolo.

Perché il punto, alla fine, è proprio questo: trasformare l’artigianato da eccellenza locale a linguaggio universale. E la Tuscia, a quanto pare, ha già iniziato a farsi capire.






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