ANNO 16 n° 217
Arte, cultura pop e femminilità sensuale: Vecchio Amaro del Capo ha sparigliato il claim precedente?
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
05/08/2026 - 14:21
di Elsa Berardi

Spot Vecchio Amaro del Capo, 'Momento ghiacciato' - Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=TQq9OlH-AFU

VITERBO - Eccesso di grinta, frenesia nella musica e nei movimenti, una permanente e sgomitante voce canora femminile: catalizzano da tempo le strategie di Vecchio Amaro del Capo, delizia di punta tra gli alcolici del Gruppo Caffo e prodotto italiano dalla storia secolare.

Mentre il leitmotiv appena accantonato prevedeva un gaio martellamento musicale, eternato dalla chiosa “Eccezionale ghiacciato!”, le atmosfere del claim attuale vertono sul ritmo popolare, il ballo di ispirazione iniziatica e quasi ipnotica e la donna come snodo potente del messaggio: portantino dell’ennesima soluzione già scritta o feature testuale con una propria identità, tanto da diventare attante del progetto?

Da portatori sani di cultura letteraria, proveremo a spiegare il modello attanziale: consiste nell’attribuzione, presso un essere vivente o un oggetto, del ruolo attoriale in una narrazione, proprio come avviene nella scritturazione di uno spot pubblicitario compiuto. Oppure, a voler inglobare le tecniche culinarie, il percorso si può accostare alla finitura di un piatto, in cui raramente vediamo preparazioni fuori posto o non necessarie a rendere un certo effetto.

Nei nostri frame pubblicitari, vediamo una situazione indubbiamente noiosa evolversi in una festa per la gente. In un tavolo in cui uomini e donne convivono compatti e con lo stesso aplomb, la personificazione del prodotto è seduta a capo, nel centro perfetto e con una forte empatia.

Avendo sperimentato la noia dei commensali, decide di avventurarsi in un viaggio di trasformazione: estrae l’Amaro dal frigo, lo serve con prontezza e l’immagine della bottiglia stappata effettua una transizione, il cui esito è la stessa donna che gioca con la sua bellezza e domina il tavolo con deliziose giravolte.

Un fascino olimpico sembra impugnare la vita di tutti, rendendo il Vecchio Amaro provocante e nazionalpopolare. Il contesto in cui il racconto si sviluppa è quello di un paese sicuramente nostrano, di ispirazione festosa e votato alla compagnia: il ritratto della convivialità e dell’amicizia qui presentato è affascinante ed è ovviamente partecipato, visto il prodotto e l’indirizzo dello spot, da sole persone adulte.

“Balla, salta, Capo, Capo” è un estratto del radiofonico jingle, adattissimo a questo scenario e con una certa verve espressiva. Un uomo anziano, tra mille aitanti giovani, si gode un bicchiere incarnando il “carpe diem”, ma la meglio la ha la nostra icona femminile, che prima del payoff mima la metà di un cuore e sprizza coinvolgimento emotivo e adrenalina. Il “Momento ghiacciato”, immaginato dal nostro Amaro, è di certo una spumeggiante soluzione pubblicitaria, con una linea narrativa non troppo sofisticata, ma uno svolgimento visuo-musicale più che appagante.

Riflettiamo, adesso, su quello che può restare a dispositivo spento, a TV silenziata, a spot anche distrattamente skippato.

Il problema che possiamo porci, con discrezione e altrettanta ammirazione per il video, è proprio questo: la meravigliosa attrice che disegna una passerella, rivelando la sua arte e la sua destrezza a tutti, è un mezzo ancora spendibile e universale o un concetto in transizione? È un personaggio dinamico o uno stilema che fa da cornice, intrattenendo il pubblico senza accennare a sé stesso?

A quanto pare, audience globale alla mano, lo scettro del fascino è ancora 'rosa': difficilmente una figura maschile, per quanto scaltra e intraprendente, riuscirebbe a incantare gli spettatori quanto avverrebbe, invece, con movenze femminili, capelli al vento e danze flessuose. La lungimiranza dell’engagement di Caffo è in questa sottigliezza, ma non bisogna tralasciare i contenuti, per evitare la facile comparazione tra il personaggio propositivo e la ragazza incaricata di rassicurare sempre e comunque.

Sorvolando su qualche piccolo slalom concettuale, la piazza è ancora gremita di gioia, nonostante il trascorso pandemico ci abbia portato all’isolamento: auspichiamo che il Momento ghiacciato – qui, al contrario, armonioso e febbricitante – dell’amicizia, della baldoria e del sorriso possa essere declinato in ogni cuore senza atterrire l’entusiasmo con falsi miti, bensì trascinando a far festa anche nella semplicità.

Se alle tentazioni non si può resistere, cerchiamo di non essere ciechi alle sorprese, a quei doni inaspettati che la noia ci consegna e rende teatro di passi di tango.






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