ANNO 16 n° 273
Arsenico nell'acqua, presentata interrogazione in Parlamento
Iniziativa del deputato Manuel Tuzi (Movimento 5 stelle) dopo la video inchiesta di Tpi sul servizio idrico nella Tuscia
03/04/2021 - 06:56

VITERBO - Dopo la pubblicazione sul web della video inchiesta ''Acqua amara'' di Tpi (The Post internazionale) sulla presenza di arsenico nell’acqua pubblica della provincia di Viterbo, è stata presentata un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministero dell’Ambiente.

''Dopo aver visto il servizio video fatto da Tpi, non si può rimanere in silenzio''. A dirlo è Manuel Tuzi, deputato del Movimento Cinque Stelle e firmatario dell’interrogazione parlamentare. ''Il problema non è locale ma nazionale – spiega Tuzi – perché l’acqua è una risorsa che deve rimanere pubblica e deve essere accessibile e sana per tutti i cittadini in egual misura. L’arsenico sta avvelenando migliaia di persone e la politica deve intervenire''.

Nelle premesse dell’interrogazione si sottolinea che “l’arsenico è stato classificato dalla Iarc (International agency for research on cancer) come cancerogeno per l’uomo (tipo 1): tumori del polmone, della cute e della vescica, sono risultati associati ad una esposizione ad arsenico per via inalatoria o attraverso l’acqua potabile. La concentrazione massima di arsenico nell’acqua potabile è stata fissata a 10 μg/L dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dalla direttiva 98/83/CE poiché viene ritenuto che livelli di arsenico più elevati possano comportare rischi per la salute. In diversi comuni italiani, tra cui 91 situati nella regione Lazio, sono stati riscontrati valori di arsenico nelle acque potabili superiori a 10 μg/L”.

“Il sito Asl – continua il testo dell’interrogazione - nella relazione sul registro tumori 2020, propone ancora dati del decennio 2006/2016 circa il tumore della vescica, massimo indiziato con polmone e cute dei danni combinati dall’arsenico. Il Comune capoluogo, ossia Viterbo, rispetto agli altri territori, è al primo posto nell’incidenza del temibile tumore della vescica, troppo spesso motivo di migrazione passiva a Terni, Roma e L’Aquila”.

Tuzi quindi ''interroga il ministro in intestazione: sulla veridicità dei fatti esposti, In caso affermativo, su quali misure intenda assumere per far fronte a tale emergenza”.






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