ANNO 16 n° 274
Arsenico, resta limite a 10 microgrammi. Ma l'Europa chiede controlli frequenti
E le bollette dell'acqua dovranno essere pił trasparenti. L'Arera: ''Due anni per adeguarsi''
10/07/2021 - 07:03

VITERBO - Arsenico nell’acqua, nessuna revisione più stringente dei parametri: la soglia di 10 microgrammi litro resta il valore massimo consentito dall'Europa. Ma gli Stati membri dovranno eseguire analisi più frequenti per garantire la sicurezza degli utenti: ''I campioni di acqua sono prelevati in modo tale da essere rappresentativi della qualità delle acque nel corso dell’anno'', così recita la nuova direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano entrata in vigore il 12 gennaio. Oltre a ciò, tutte le informazioni sulla qualità dell’acqua dovranno essere riportate in bolletta insieme a una seria di altri dati aggiuntivi relativi a consumi e prezzo, per una maggiore trasparenza.

A parlarne è l'Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) nell'ultima relazione annuale sullo stato dei servizi, pubblicata nei giorni scorsi: ''Ogni Stato membro - spiega il documento - ha a disposizione due anni per rivedere la propria normativa nazionale in recepimento della direttiva''.

L’articolo 4 della direttiva afferma che ''fatti salvi gli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le acque destinate al consumo umano siano salubri e pulite. Ai fini dell’osservanza dei requisiti minimi previsti dalla presente direttiva le acque destinate al consumo umano sono salubri e pulite se soddisfano tutte le seguenti condizioni: a) tali acque non contengono microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; b) tali acque soddisfano i requisiti minimi di cui all’allegato I, parti A, B e D''. Per quanto riguarda l’arsenico – sta scritto - un parametro massimo di 10 microgrammi litro.

Alle analisi è dedicato l’articolo 13: ''Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie al fine di assicurare che sia effettuato un monitoraggio regolare della qualità delle acque destinate al consumo umano (…) I campioni di acqua destinati al consumo umano sono prelevati in modo tale da essere rappresentativi della qualità delle acque nel corso dell’anno''- Per l’adempimento di questi obblighi sono previsti ''opportuni programmi di monitoraggio''. ''Tali programmi di monitoraggio – prosegue la direttiva - riguardano specificamente l’erogazione, tenendo conto dei risultati della valutazione del rischio dei bacini idrografici per i punti di estrazione e ai sistemi di fornitura''.

L’articolo 17 è invece dedicato alla trasparenza: ''Gli Stati membri provvedono affinché tutti gli utenti riforniti con acqua destinata al consumo umano ricevano le seguenti informazioni periodicamente e almeno una volta all’anno, senza doverne fare richiesta, e nella forma più appropriata e facilmente accessibile, per esempio nella bolletta o con mezzi digitali quali applicazioni intelligenti: le informazioni concernenti la qualità delle acque destinate al consumo umano, inclusi i parametri indicatori; il prezzo dell’acqua destinata al consumo umano fornita per litro e metro cubo; il volume consumato dal nucleo familiare, almeno per anno o per periodo di fatturazione, nonché le tendenze del consumo familiare annuo, se tecnicamente fattibile e se tali informazioni sono a disposizione del fornitore di acqua; il confronto del consumo idrico annuo del nucleo familiare con il consumo medio di un nucleo familiare; un link al sito web contenente le informazioni''.






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