


VITERBO - ''Arsenico, la situazione degli sforamenti è in continuo miglioramento''.
E' quanto sta scritto nella ''Relazione informativa annuale della Giunta al consiglio regionale - anno 2020'', pubblicata ieri. Si tratta di un documento composto da più di 200 pagine che fa il punto sulle varie procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea contro l'Italia e che vedono coinvolta direttamente la Regione Lazio. Procedure tra le quali figura quella sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano nella provincia di Viterbo, aperta ormai nel 2014. Nel documento la Giunta regionale conferma inoltre la notizia emersa nei mesi scorsi di aver impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza con la quale il Tar del Lazio ha dato ragione ad otto dei Comuni ''No Talete'' contro il loro commissariamento.
''In base ai dati forniti dall’Asl di Viterbo - si legge - a gennaio 2020 solo in 7 Comuni persisteva ancora uno stato di non conformità rispetto ai parametri di arsenico e/o fluoro. Si trattava dei Comuni di Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Tuscania, Villa San Giovanni. In base all’ultimo aggiornamento dei dati forniti dall’Asl di Viterbo nel giugno 2020, continua a persistere una situazione di non conformità rispetto ai parametri di arsenico e/o fluoruro solo nei seguenti 5 Comuni: Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro e Ronciglione''.
Si parla nello specifico di alcuni di quei Comuni che non hanno ancora ceduto i propri impianti alla Talete e che si sono opposti al commissariamento disposto dal governatore Zingaretti per accelerare il loro passaggio al gestore unico del servizio idrico. Battaglia che la Regione dichiara di voler portare avanti: ''I ricorsi al Tar presentati dai Comuni di Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Monte Romano, Proceno, Ronciglione, Villa san Giovanni in Tuscia contro i decreti di nomina del Commissario ad acta, sono stati definiti con sentenze sfavorevoli alla Regione Lazio che, tuttavia ha deciso di proporre appello al Consiglio di Stato per l’annullamento delle pronunce del Tar. E’, inoltre, attiva un’interlocuzione con la Struttura di Missione per le Procedure di infrazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri finalizzata all’avvio di un tavolo tecnico per la condivisione delle azioni necessarie al superamento dell’infrazione anche in base all’esito dei ricorsi al Consiglio di Stato. La Regione Lazio continua a monitorare lo stato della qualità delle acque ad uso potabile mediante l’acquisizione di dati ufficiali trasmessi dall’Asl di Viterbo''.