ANNO 16 n° 272
Arsenale in casa: pregiudicato a giudizio
Al processo la testimonianza del carabiniere che ha eseguito il sequestro delle armi
02/12/2021 - 11:42

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - A Caprarola, un pregiudicato, conosciuto alle forze dell’ordine di Capranica, minacciò la padrona di casa che gli sollecitava il pagamento dei canoni scaduti di possedere armi pronte all’uso nei suoi confronti.

Quest’ultima, impaurita dell’atteggiamento provocatorio dell’uomo, si rivolse ai carabinieri, che avviarono una perquisizione.

I militari trovarono nell’abitazione dell’uomo un vero e proprio arsenale di armi non denunciate e soprattutto in bella vista nonostante la presenza in casa di un minore.

Il verbale di sequestro delle armi riporta n. 7 fucili da caccia cal.12, quattro pistole, pugnali, due katana ed un campionario di munizioni anche da guerra. Un vero abusivo santabarbara.

Per questo fu tratto a giudizio per violazione della nota legge 110 del 1975 (cd. Legge Reale) che appunto rinforzando precedenti normative, proibisce la detenzione di armi senza denuncia e soprattutto impone che le stesse, qualora detenute, siano conservate in armadio blindato, fuori dalla vista, soprattutto in presenza di minori.

Così, l’odierno imputato, oltre la contestazione del reato di minaccia, deve rispondere delle gravi mancanze osservate nel possesso di armi e della loro custodia.

Le sanzioni cui potrebbe andare incontro sono ben superiori quelle di una minaccia.

Ieri in aula ha deposto in carabiniere che procedette alla perquisizione ed al sequestro del materiale ''bellico'' ritrovato nell’appartamento di Caprarola, riferendo che l’imputato ebbe a giustificarsi dicendo che i fucili appartenevano al padre, quindi le aveva ereditate.

Il processo a carico dell’incauto ''collezionista'' di armi, difeso dall’avv.ssa Bufalini, proseguirà in Tribunale (Pres. collegio dr.ssa Massini) nel giugno prossimo.






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