

VITERBO - Arresti domiciliari per Salvatore Parlato. Il gip di Roma ha disposto la misura cautelare, che ancora non è stata eseguita perché Parlato è all’estero, nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza capitolina sul Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura) di cui Parlato è funzionario.
Con lui sono finite nei guai altre quattro persone: la direttrice generale del Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), Ida Marandola ai domiciliari, il dirigente dell’ufficio bilancio Speranza De Chiara, il dirigente e il dipendente dell’ufficio ‘gare e contratti’ Ginevra Albano e Luigi Amorese, nei confronti dei quali è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per i cinque gli inquirenti ipotizzano, a vario titolo, i reati di peculato, abuso d’ufficio e falso.
Secondo l’indagine della guardia di finanza Ida Marandola sarebbe lei la principale responsabile delle ''gravi irregolarità'' riscontrate nella gestione del più importante ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari e sul quale vigila il Ministero delle politiche agricole. Irregolarità che riguardano innanzitutto la scelta della nuova sede.
Marandola avrebbe indicato – sostiene gli investigatori – un numero di dipendenti superiore a quello reale. Così facendo avrebbe avuto la possibilità di selezionare l’immobile sul mercato e non di ricorrere a quelli demaniali a disposizione poiché questi non sarebbero stati in grado di soddisfare le richieste. E le irregolarità avrebbero interessato anche il procedimento amministrativo che è scaturito dalla scelta della nuova sede: nell’affidare i servizi di trasloco e facchinaggio, i contratti – secondo la guardia di finanza - sono stati “artificiosamente frazionati” in modo da non superare la soglia oltre la quale è necessario ricorrere a gare pubbliche. Un frazionamento che aveva uno scopo ben preciso: consentire agli indagati di poter scegliere le ditte che avrebbero poi effettuato i servizi’’.
Nella vicenda giudiziaria non rientra ad alcun titolo la Talete, di cui Salvatore Parlato è presidente ma il vicesindaco Enrico Maria Contardo ha chiesto la convocazione della quinta commissione consiliare. “Dopo aver appreso dalla stampa il coinvolgimento del presidente Talete Salvatore Parlato nell’ambito dell’inchiesta sul Crea, realtà scollegata dalla società che gestisce il servizio idrico integrato di gran parte dei comuni della Tuscia, compreso il nostro – dice Contardo - ho ritenuto opportuno richiedere al presidente della quinta commissione Andrea Micci la convocazione urgente di tale commissione consiliare’’.