ANNO 16 n° 274
''Arma'' biologica contro cancro kiwi scoperta
dall'Unitus
E' il primo agrofarmaco del genere ad essere brevettato in Europa
26/03/2012 - 16:33

VITERBO – E’ stato battezzato “Amylo X”, è il primo agrofarmaco biologico in grado di combattere il batterio Psa (Pseudomonas syringae pv. actinidiae) che provoca il cancro del kiwi ad essere stato brevettato in Europa ed è stato messo a punto dai ricercatori del Dipartimento di scienze e tecnologie per l'agricoltura, le foreste, la natura e l'energia dell'Università della Tuscia, guidati da professor Giorgio Mariano Balestra. I risultati della ricerca saranno pubblicati nelle prossime settimane a livello internazionale.

''Negli ultimi anni – spiega il professor Balestra -, tra le differenti linee di ricerca sviluppate, ci siamo concentrati su strategie di difesa biologiche. Abbiamo studiato a fondo un altro batterio (un ceppo di Bacillus amyloliquefaciens) in grado di competere naturalmente e quindi in grado di proteggere soprattutto le fasi della fioritura delle piante di actinidia dagli attacchi del batterio agente del cancro del kiwi''.

La sperimentazione, durata oltre due anni, si è sviluppata dapprima in laboratorio e quindi in pieno campo. ''Abbiamo iniziato studiato a fondo l’antagonista naturale in laboratorio - aggiunge Balestra – , il quale è risultato in grado di inibire efficacemente il batterio killer Psa. Inoltre, lo stesso antagonista non è resistente agli antibiotici e può essere miscelato con i sali di rame. Quindi abbiamo testato il preparato microbiologico, l’Amylo X, in pieno campo e, partendo dalla fioritura, abbiamo avuto delle ottime risposte in termini di riduzione delle malattia''.

Lo studio portato avanti dai ricercatori si è svolto nel Lazio, regione pesantemente colpita dalla batteriosi. E’ proprio nel Lazio che, nel 2008, il gruppo di ricerca dell'Università della Tuscia ha isolato il batterio sul kiwi a polpa gialla. In poco tempo il microrganismo si è diffuso anche sulle varietà di kiwi a polpa verde per poi essere segnalato in molti altri stati europei e non. Dal 2010, il Psa sta producendo ingenti danni anche in Nuova Zelanda (principale competitor dell’Italia a livello mondiale) dove, nel 2011 è stato autorizzato anche l’impiego di antibiotici, vietati in agricoltura in tutta l’Unione Europea, ma senza dare alcun risultato concreto.

''Lavoriamo per aiutare l’intera filiera mediante strategie sostenibili sotto ogni punto di vista – sottolinea Balestra - e crediamo che, continuando a divulgare i nostri risultati, in stretta collaborazione con le istituzioni, le associazioni e i produttori di kiwi, si possa radicare il messaggio che con le opportune pratiche agronomico-colturali prenventive, unitamente a determinati trattamenti fitosanitari, sia possibile convivere nel breve periodo con questa batteriosi e, successivamente, fare in modo che la stessa non rappresenti più una problematica fitopatologica economicamente rilevante''.

Il cancro causato dal batterio Psa, che fino ad un paio di anni fa sembrava un problema essenzialmente del Lazio o poco più, oggi riguarda tutte le principali regioni italiane, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria, dove viene coltivata l’actinidia per produrre i frutti di kiwi che il mondo invidia. In Italia, gli ettari di queste formidabili piante colpiti dalla malattia sono diverse migliaia e i danni stimati superano i 60 milioni di euro l’anno. Nel frattempo la batteriosi, dopo essere stata segnalata dagli anni ’80 in Asia (Cina, Giappone, Corea del Nord), oggi sta procurando ingenti danni anche in Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Turchia, Australia, Nuova Zelanda e Cile.

''Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti – conclude Balestra - perché si tratta del primo agrofarmaco registrato in Europa nei confronti questo temibilie batterio. Crediamo di aver compiuto un concreto passo in avanti per aiutare un settore come quello del kiwi, in cui L’Italia e leader mondiale nella produzione e nell’esportazione''.






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