ANNO 16 n° 274
Arena: ''Siamo una coalizione unita
da un'idea di sviluppo per la cittą''
Il candidato sindaco punta alla vittoria al primo turno
convinto della bontą del progetto del centrodestra
08/06/2018 - 01:52

VITERBO – (AmL) Ultimo giorno di campagna elettorale e ultimo appuntamento con le interviste per conoscere meglio gli otto protagonisti che domenica 10 giugno si contenderanno la guida di Palazzo dei Priori.

Giovanni Arena, candidato unitario del centrodestra, si presenta alla competizione sostenuto dalle liste di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega e dalla civica di FondAzione.

Figlio d'arte (suo padre Salvatore fu sindaco di Viterbo dal 1965 al 1969 ndr.), Arena, tra i vari incarichi, ha ricoperto il ruolo di assessore in varie amministrazioni comunali ed è stato anche sub commissario Arpa Lazio.

Quali sono le tre priorità irrinunciabili del suo programma e perché?

''Sicurezza, pulizia della città e messa in sicurezza delle strade. Perché? Perché ce lo chiedono i cittadini, abbandonati a loro stessi in ogni settore della vita sociale negli ultimi cinque anni''.

Dopo 50 anni Viterbo potrebbe avere di nuovo un sindaco Arena. Quali valori ereditati da suo padre porterebbe a Palazzo dei Priori?

''La trasparenza e l’onestà, prima di tutto. E l’esperienza. Mio padre Salvatore Arena è stato uno dei sindaci più amati di questa città. Non so se ne sarò mai all’altezza, ma posso assicurare che il mio impegno per la città di Viterbo sarà totale''.

Ha dichiarato che si accontenterebbe del 50.37 per cento, quindi pensa di centrare l'obiettivo al primo turno?

''Corriamo per quello, per vincere al primo turno. Sentiamo il calore e il sostegno della gente, possiamo farcela. Ma siamo pronti ad affrontare ogni sfida, convinti del nostro progetto. Se sarà ballottaggio, lo affronteremo senza paura''.

Il voto disgiunto potrebbe sparigliare le carte. La preoccupa l’impatto che potrebbe avere sul risultato finale?

''Il voto disgiunto è una possibilità prevista dalla legge, ma nella sostanza è una pratica che non segue la logica. Se io voto un candidato sindaco e un candidato consigliere di una lista a lui collegata, è perché voglio che insieme portino a compimento un percorso programmatico che condivido. Votare un consigliere di una lista e il sindaco di uno schieramento opposto significa non credere in nessuna delle due proposte politiche, spesso alternative o addirittura antitetiche, presentate. Io credo che i viterbesi sceglieranno di dare fiducia al candidato sindaco Giovanni Arena e ai consiglieri delle 4 liste collegate''.

In caso di ballottaggio con chi vedrebbe possibili alleanze o apparentamenti?

''Il voto al centrodestra è il voto che unisce. E non si tratta di uno slogan buttato lì a caso: quattro liste, decine di candidati, una coalizione unita, coesa e protesa verso l’obiettivo. Le liste di centrodestra l’alleanza tra loro l’hanno già fatta, siamo gli unici che hanno dimostrato compattezza, unità di intenti e condivisione di un’idea di sviluppo per la città''.

Se dovesse diventare sindaco come si rapporterebbe con la Regione Lazio per difendere gli interessi di Viterbo?

''Sicuramente non terremo il comportamento passivo e collaborazionista visto negli ultimi cinque anni da parte del Comune di Viterbo nei confronti della Regione Lazio, come nel caso dei rifiuti. Cinque anni fa ci hanno raccontato la barzelletta del fantomatico “patto per Viterbo” tra Michelini e Zingaretti. Che nella pratica non si è mai tradotto in un dialogo positivo e fruttuoso tra enti governati dalla stessa parte politica. Quando al governo di Regione Lazio e Comune di Viterbo c’era il centrodestra, nella nostra città sono arrivati i fondi PLUS. Con il centrosinistra sono arrivati i rifiuti di Roma e di altre località del Lazio. La differenza sta tutta qui''.

''Nei primi 100 giorni dobbiamo dare un segnale''. Una frase che ha ripetuto spesso. Qual è il segnale che vuole dare alla città?

''Quello dell’operatività. Passerò le prime settimane da sindaco a incontrare i dipendenti degli uffici di tutti i settori del Comune, pensando a una riorganizzazione globale della macchina amministrativa. Mancano i dirigenti, gli uffici sono fermi. Prima di tutto va fatta ripartire l’amministrazione. Poi cominceremo ad occuparci delle priorità''.






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