ANNO 16 n° 272
Arena: ''Chi vuole ampliarsi o mettere i tavoli fuori può già farlo''
Suolo pubblico per bar e ristoranti: scaduto ieri l'avviso. Intanto il sindaco anticipa i tempi: ''L'importante è non intralciare il traffico e la sosta''
26/05/2020 - 06:41

di Simone Lupino

VITERBO - Via libera anticipato da parte del sindaco alla concessione di suolo pubblico per bar e ristoranti, sia per chi ha chiesto l’ampliamento degli spazi già occupati, sia per coloro la cui collocazione non lo prevedeva e ne ha fatto domanda. ''L’importante – spiega Giovanni Arena – è che tavoli e sedie non siano di intralcio al traffico e alla sosta. Con l’ausilio della municipale eseguiremo i controlli del caso''.

L’avviso con cui Palazzo dei Priori mette a disposizione l’uso di strade e piazze è scaduto ieri, ma in attesa di analizzare le domande il sindaco ha deciso di bruciare i tempi di una settimana rispetto a quelli previsti, il periodo di occupazione infatti doveva partire dal 1 giugno per protrarsi fino al 1 novembre: ''Tutti predicano la sburocratizzazione dell’amministrazione pubblica - spiega - io invece ho deciso di metterla in pratica. In questa fase più che mai credo che sia necessario semplificare, come si richiede per esempio nella legge degli appalti. Il concetto è questo: tu sei libero di fare secondo le regole, mq se sbagli ti punisco”.

La mossa di Arena è scaturita dalla richiesta di alcuni operatori commerciali, a cui è seguita una comunicazione ''generalizzata'' da parte del primo cittadino. Un atto di fiducia. Niente ordinanze. Sempre il sindaco: ''Ho scritto semplicemente che dove non si concretizzano infrazioni al codice della strada si può già fare e di aspettare un attimo, invece, là dove si vanno ad occupare gli stalli auto con tavoli e sedie, una situazione che deve essere prima regolamentata con un apposito provvedimento per l'istituzione del divieto di sosta''.

Da oggi intanto inizia l'analisi delle domande: ''Non ne conosco il numero esatto, ma credo che siano tantissime'', conclude Arena. Per quelle in ritardo, spiegava l'avviso, ''verranno presi in esame residui di suolo pubblico disponibile''.






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