

di Giovanni Masotti
VITERBO - ''Viterbo in festa'', l''evento che ha sostituito il tradizionale e amato ''San Pellegrino in fiore'', apre oggi i battenti per la prima volta in un caleidoscopio di fiori, luci e colori, di musica, di giochi e di balli, ma anche di polemiche mai sopite. Ieri gli ultimi frenetici dettagli e allestimenti, in un clima di operosa condivisione per la novità che accende i cuori. Poche settimane per costruire una manifestazione-mercato complessa, che copre ogni angolo o quasi del centro storico, una trentina tra piazze e vie.
Tutto all'insegna della velocità e della fantasia, per cui bisogna ringraziare soprattutto Irene Temperini e la sua Pro Loco, che hanno inventato dal nulla un ''happening'' sicuramente impegnativo e che stupirà i visitatori, viterbesi o turisti che siano, acquirenti o venditori. Pensare che fino a marzo le sorti della manifestazione che accompagna il ponte del primo maggio, ed entra nel vivo della scintillante primavera, sembravano irrimediabilmente segnate (e sarebbe stato davvero un peccato mortale rinunciare).
Era accaduto che l'amministrazione comunale dichiarasse categoricamente che non esistevano più le condizioni per realizzare l'evento, né la copertura finanziaria né le energie progettuali. Una doccia gelida, piombata sulla testa di Viterbo, che lì per lì aveva provocato un vero sfracello e dato il via a mille critiche. Pochi giorni, forse poche ore di sbandamento ed erano state la Pro Loco e un' altra sessantina di associazioni locali a caricarsi sulle spalle il piacevole ma pesante fardello. Una reazione di popolo che aveva portato all' accordo con il Comune, che avrebbe dato il patrocinio e contribuito alle spese per la sicurezza, nient' altro.
Da allora non è stato rose e fiori (c'è stato anche un residuo scontro con Palazzo dei Priori sulla suddivisione degli oneri), ma la barca è andata ed ha attraccato in porto, con piena soddisfazione di tutti. Adesso è giunta l'ora di godersi lo spettacolo e di girare attorno per tutto il centro storico di Viterbo senza perdersi nulla di questo evento che, viva la faccia, ha mostrato alla fine la sostanziale unità della città. Evviva ''Viterbo in festa'', simbolo dell'amore per la propria storia.