


VITERBO - Sarà il tribunale dei minori di Roma a decidere sull'affidamento della figlia di Deborah Laezza, la 31enne trovata senza vita nel suo appartamento al civico 8 in via dei Buccheri. Già da ieri, infatti, la procura viterbese ha trasmesso gli atti al tribunale capitolino.
Sul destino della bambina ancora nulla di certo. Impossibile pensare che venga affidata al compagno della madre, dal momento che si trova agli arresti domiciliari e che comunque non era legalmente congiunto alla donna, quindi senza alcun diritto sulla piccola. Altrettanto improbabile che la figlia di Deborah venga data in affido al padre, anche lui sottoposto a provvedimenti giudiziari.
La piccola, 7 anni appena, che lunedì mattina ha scoperto il corpo senza vita della madre in bagno, ora si trova all'ospedale di Belcolle. Lo hanno deciso gli psicologi che si occupano del caso per evitare che lo shock subito dalla bambina possa portare ad ulteriori gravi conseguenze.
Questa mattina, inoltre, dovrebbe essere affidato l'incarico al medico legale per l'autopsia sul corpo della 31enne. Esame che appare una semplice formalità: il medico legale Mario Gobattoni, che ha svolto i primi accertamenti, avrebbe già confermato la morte per overdose.
Ora non rimane quindi che indagare su chi ha fornito a Deborah la sua ultima dose mortale. In procura è stato aperto un fascicolo d'indagine intestato al procuratore capo Paolo Auriemma: si procede per morte in conseguenza di altro reato. In questo caso quello di spaccio di sostanze stupefacenti.
Formalmente, per la procura, Deborah Laezza è parte offesa nel procedimento.
I famigliari della donna, rappresentati dall'avvocato viterbese Silvia Tafani, chiedono il massimo riserbo sulla vicenda.