ANNO 16 n° 273
Antonio Poli al Teatro
dell'Opera a Roma
Il tenore viterbese protagonista nell'Elisir d'Amore con il soprano Rosa Feola
08/05/2014 - 04:00

VITERBO - Sono due ragazzi di talento: il soprano Rosa Feola e il tenore Antonio Poli, originario di Canepina, entrambi classe 1986, che questa sera saliranno sul palco del Teatro dell'Opera di Roma per interpretare Adina e Nemorino, i protagonisti de L'Elisir d'Amore per la regia di Ruggero Cappuccio.

Sorridenti e molto affiatati (si conoscono fin dai tempi degli studi), i due cantanti seppur giovani hanno già una carriera notevole alle spalle. A guidarli determinazione e tenacia, ma soprattutto l'orgoglio di essere riusciti a realizzare il loro sogno: ''La musica è una malattia'', ha affermato Rosa, ''non esistono sacrifici se fai quello che ti piace: le soddisfazioni ti riempiono la vita e poi per me è più facile anche nel privato, perché il mio fidanzato è un baritono''.

''Noi siamo ragazzi normalissimi - gli ha fatto eco Antonio - quando sei innamorato della musica oltre la ragione non esiste più nemmeno il desiderio di diventare famoso''. E ha aggiunto: ''Quando ho iniziato, il mio obiettivo era solo cantare e fare con lo strumento della voce quello che volevo: come faceva mio padre, con le sue mani di artigiano''.

Per tutti e due, la celebre opera comica di Gaetano Donizetti rappresenta ''un ritorno'', che presenta però qualche evoluzione: ''Ho interpretato Adina sempre con Cappuccio nel 2011: quello è stato il mio debutto ufficiale - ha detto il soprano di origine campana - crescendo però è maturato anche il mio rapporto con il personaggio''.

''Per me invece è la terza volta con L'Elisir'' - ha raccontato Poli -, ma è stata un'esperienza nuova, perché siamo entrati in contatto vero con le parole: il regista ci ha fatto recitare tutto il libretto prima di cantarlo. Nemorino è il mio ruolo preferito - ha aggiunto il tenore canepinese - quando lo interpreto io divento quel personaggio, vivo una reale storia d'amore con Adina e sono quel ragazzo timido che cerca di corteggiare la sua amata''.

A chi come loro è un talento del melodramma a meno di trent'anni, la possibilità di rendere la lirica più appetibile anche per il pubblico dei giovani sembra una prospettiva non solo percorribile, ma anche doverosa: ''Manca la musica nelle scuole, i bambini devono essere portati a teatro e non c'é spazio per la lirica in Tv, per cui nessuno conosce i cantanti - ha affermato con decisione il soprano -, a meno che non ci sia qualcuno che canti un'aria con la voce impostata: ma la lirica è un'altra cosa''.

Anche secondo Antonio Poli ''oggi la lirica è considerata solo come una gara: ma l'opera va vista a teatro, e deve essere preservata. A quelli della mia età che dicono di non amare la lirica - ha concluso - io rispondo che non è vero, perché in realtà non la conoscono''.






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