ANNO 16 n° 205
Annegamenti nei laghi: perché possono essere pericolosi e quali regole seguire per fare il bagno in sicurezza
Dopo le tragedie che hanno segnato le ultime settimane nei laghi di Bolsena, Vico e Bracciano, cresce l'attenzione sui rischi delle acque interne. Cosa sapere per prevenire gli incidenti e proteggere la propria vita
24/07/2026 - 03:00

VITERBO - Nel giro di poche settimane, tre persone sono annegate rispettivamente nelle acque del lago di Vico, del lago di Bolsena e del lago di Bracciano, riaccendendo l'attenzione su un tema spesso sottovalutato: fare il bagno in un lago può essere molto più pericoloso di quanto si pensi.

Le indagini chiariranno le cause specifiche di ciascun episodio, ma gli esperti ricordano che molti incidenti in acqua dolce sono favoriti da una combinazione di fattori ambientali e fisiologici che possono mettere in difficoltà anche nuotatori esperti.

I laghi non sono il mare: ecco perché il rischio è maggiore

A differenza dell'acqua marina, quella dei laghi è dolce e ha una densità inferiore. Questo significa che il corpo galleggia meno facilmente e mantenersi a galla richiede uno sforzo maggiore, soprattutto quando si è lontani dalla riva o in condizioni di stanchezza.

A questo si aggiunge un'altra caratteristica tipica dei bacini lacustri: la temperatura dell'acqua. Anche durante l'estate, soprattutto a pochi metri di profondità, può essere sensibilmente più bassa rispetto a quella del mare.

Entrare improvvisamente in acqua dopo essere rimasti a lungo sotto il sole può provocare quello che in medicina viene definito 'cold water shock', ovvero lo shock da acqua fredda.

 

Lo shock termico può essere fatale

Secondo gli specialisti della medicina d'urgenza e del soccorso acquatico, l'immersione improvvisa in acqua molto fredda provoca una reazione immediata dell'organismo.

Il brusco abbassamento della temperatura cutanea determina contemporaneamente un aumento dello stress cardiovascolare e una risposta respiratoria incontrollata. Il cuore viene sottoposto a un rapido cambiamento del ritmo cardiaco, mentre la respirazione accelera involontariamente, causando il cosiddetto gasp reflex, una sorta di inspirazione improvvisa che può portare ad aspirare acqua.

Nei soggetti predisposti o particolarmente affaticati, questa risposta può provocare perdita di controllo, panico, malore e, nei casi più gravi, annegamento.

 

Attenzione anche ai mulinelli e alle correnti

Un altro pericolo spesso ignorato riguarda i movimenti dell'acqua.

Anche se la superficie di un lago appare calma, possono formarsi correnti e vortici dovuti all'azione del vento, alla particolare conformazione del fondale, alle differenze di temperatura tra gli strati d'acqua e all'immissione di torrenti o corsi d'acqua.

Questi fenomeni possono creare zone nelle quali il nuotatore viene trascinato o perde facilmente l'orientamento, aumentando il rischio di finire in difficoltà.

I sintomi da non sottovalutare

Prima che la situazione diventi critica, il corpo può inviare alcuni segnali.

Tra i più frequenti figurano:

• nausea;

• improvviso senso di freddo;

• forte affaticamento;

• vertigini;

• riduzione della vista;

• ronzii alle orecchie;

• difficoltà respiratoria.

In presenza anche di uno solo di questi sintomi è fondamentale uscire immediatamente dall'acqua.

 

Le regole per fare il bagno in sicurezza

Per ridurre il rischio di incidenti, gli esperti raccomandano alcune semplici precauzioni:

• evitare di tuffarsi dopo una lunga esposizione al sole;

• entrare in acqua gradualmente, bagnando prima braccia, gambe e torace;

• non nuotare mai da soli;

• evitare il bagno dopo pasti abbondanti o dopo aver consumato alcol;

• non allontanarsi troppo dalla riva;

• utilizzare il giubbotto salvagente quando si è in barca, canoa o sup;

• rispettare sempre eventuali divieti di balneazione.

 

I numeri degli annegamenti in Italia

Le statistiche confermano che il rischio nelle acque interne viene spesso sottovalutato.

Secondo la Relazione 2026 dell'Osservatorio per la prevenzione degli annegamenti del Ministero della Salute, in Italia si registrano ogni anno oltre 300 annegamenti mortali, un dato rimasto sostanzialmente stabile nell'ultimo decennio.

Particolarmente significativo è il peso delle acque interne. Nel biennio 2024-2025 si sono verificati 277 annegamenti in laghi, fiumi e bacini interni, un numero praticamente equivalente ai 281 casi registrati in mare, nonostante i frequentatori delle acque interne siano decisamente meno numerosi.

Di questi, 89 decessi sono avvenuti proprio nei laghi, che rappresentano circa un terzo di tutti gli annegamenti nelle acque interne.

Le recenti tragedie avvenute nei laghi di Vico, Bolsena e Bracciano riportano al centro dell'attenzione l'importanza della prevenzione. Ogni episodio presenta una propria dinamica, che sarà accertata dalle autorità competenti, ma tutti ricordano come anche una giornata di svago possa trasformarsi in pochi istanti in un dramma.

Per questo gli operatori del soccorso e gli esperti invitano a non sottovalutare mai le caratteristiche delle acque lacustri. La prudenza, il rispetto delle regole e la consapevolezza dei rischi restano gli strumenti più efficaci per prevenire nuovi incidenti e vivere il lago in sicurezza. 






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