ANNO 16 n° 274
''Animali sofferenti e smaltimento illegale di carcasse'', la denuncia della Lav
Un mese fa la segnalazione relativa a un'azienda della Tuscia, ora arrivano le telecamere del Tg1
15/02/2022 - 07:23

VITERBO - Il tg1 ha portato le proprie telecamere all'intero di un'azienda viterbese per denunciare gravissimi fatti già segnalati da Lav circa un mese fa. Una situazione che, nonostante la passata denuncia non è cambiata, come dimostra il giornalista Rai.

La situazione per gli animali resta estremamente critica, tra gravi sofferenze, carenze igienico sanitarie ed elementi di presunta illegalità sul piano dello smaltimento dei corpi.

Gli investigatori, infatti, avrebbero scoperto una discarica abusiva dove gli animali morti vengono ammassati e ricoperti, ciclo dopo ciclo, con cadaveri in decomposizione, che possono venire a contatto anche con gli animali selvatici, amplificando la possibilità di diffondere patogeni. 

Le carcasse, infatti, sono rifiuti speciali e la legge prevede che debbano essere stoccate in apposite celle di congelamento, e successivamente conferite a ditte autorizzate per il loro smaltimento.

All’interno della struttura le carcasse sono a stretto contatto con gli animali vivi e lo stato di sovraffollamento è grave, nonostante l’allevamento abbia a disposizione zone all’aperto che appaiono mai utilizzate.

Le aziende oggetto dell'inchiesta giornalistica si trovano nel viterbese tra i comuni di Grotte Santo Stefano, Bomarzo e Montefiascone, dove nel corso degli ultimi anni sono sorte circa 40 strutture di allevamento di polli “da carne”, galline “ovaiole”, e tacchini.

''Situazioni come quelle rivelate dalla nostra squadra investigativa in questa ed altre indagini sul campo sono inaccettabili, non solo per le condizioni degli animali, sottoposti a sofferenze e sfruttamento, ma anche per il grave rischio ambientale e sanitario che esse comportano. A ciò si lega il grande tema dei controlli negli allevamenti, che da anni chiediamo vengano intensificati e resi maggiormente efficaci. E ci domandiamo: com’è possibile che a un mese e mezzo dalla nostra denuncia, corredata da abbondante materiale video, non ci sia stato alcun intervento da parte delle Autorità competenti, e la situazione resti completamente immutata? – dichiara Lorenza Bianchi, responsabile Lav, area Animali negli Allevamenti – siamo di fronte a un rischio elevato, alla luce dell’attuale epidemia di influenza aviaria in corso in Europa e che ha già toccato il Lazio. Dalla pandemia dovremmo aver imparato che non possiamo continuare a basare la nostra presenza su questo Pianeta sullo sfruttamento degli animali e sulla distruzione dell’ambiente: è necessario riconoscere il ruolo chiave dell’allevamento nell’insorgenza e nella diffusione di malattie emergenti, mettendo in discussione il nostro sistema agroalimentare basato su produzione e consumo di prodotti di origine animale, e spostando i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali''.






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