ANNO 16 n° 274
Angelucci ultimatum ai giocatori: ''Queste le nostre condizioni''
11/07/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Il progetto della Castrense che giocherà a Viterbo procede in modo spedito. Se da un lato si susseguono incontri organizzativi per consentire di affiancare al nome Castrense quello della Viterbese, dall’altro si pensa al mercato, alla fattiva possibilità di rimpolpare la squadra già formata a Grotte di Castro per affondare il palcoscenico della realtà del capoluogo. Girano i soliti nomi, quelli dei gialloblu guidati da Max Farris che sono arrivati ai quarti di finale dei play off in serie D. Si parla con grande insistenza delle conferme di Vegnaduzzo, La Porta, Pero Nullo, Ibojo, ma il direttore sportivo Andrea Angelucci si mantiene cauto a riguardo. Vuole dosare i passi e soprattutto vuole che chi arrivi a Viterbo sposi il progetto.

Capisce che c’è la necessità di regalare nomi graditi alla piazza, giocatori dall’elevato profilo tecnico che consentono di fare da subito il salto di qualità, perché come ha più volte detto Vincenzo Camilli “la Viterbese deve esser di passaggio sia in Eccellenza che in serie D”. Quindi c’è la necessità di far passare il messaggio del progetto serio, pulito e valido che possa durare ed essere solido per tanti anni. Del resto la famiglia Camilli è abituata a lasciare il segno ovunque vada. E a maggior ragione vuole farlo a Viterbo dove le aspettative sono tantissime e c’è la curiosità di veder nascere la nuova creatura calcistica.

A corroborare questa tesi è il direttore sportivo Andrea Angelucci, particolarmente attivo in questi giorni. Sta a lui costruire la squadra, trovare gli uomini giusti che sentano loro il progetto: ''La nostra necessità – dice – è regalare alla piazza nomi graditi, ma le trattative sono lunghe e complesse. Ribadisco il concetto che la famiglia Camilli vuole far passare: chiunque verrà a giocare per la Viterbese deve accogliere il nostro progetto con passione e dedizione, con la voglia di confermarsi su una piazza che è molto esigente. Resta il fatto che entro la settimana i dubbi verranno sciolti''.

Ma Angelucci vuole lanciare un messaggio chiaro: ''La famiglia Camilli non vuole fare beneficenza, non è il momento storico per farlo. Se qualcuno pensa che venendo a Viterbo può permettersi di sfregare la lampada ed far uscire i soldi si sbaglia di grosso. Mi piacerebbe non si dimenticasse che la Castrense aveva già un ottimo parco giocatori, ottimi calciatori che avevano sposato un progetto importante, semplicemente in una realtà differente''.

Una stilettata a cui segue un ultimatum: ''Diamo 48 ore di tempo per decidere: o si stringe o si chiude la porta. Osi accettano certe condizioni,o si vira su altri nomi Di giocatori che vogliono venire a Viterbo ce ne sono tantissimi, ed avranno solo la difficoltà di non essere conosciuti dalla piazza, ma si faranno stimare ben preso. Visto che facciamo un campionato di Eccellenza il mio mandato è costruire una squadra forte senza prime donne, un bel mix di uomini di esperienza e di altri che hanno fame e voglia di imporsi''. Insomma alti due giorni e poi la creatura calcistica avrà nomi e cognomi.






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