ANNO 16 n° 274
André Ndereyimana,
dall’Unitus a una start-up
di successo
Il 37enne ha ricevuto per il suo progetto un’importante premio durante l’Expo
19/02/2016 - 02:00

VITERBO - André Ndereyimana è un 37enne nato in Burundi ma ormai perfettamente integrato nel nostro paese dove, dopo aver studiato duramente, è riuscito a ideare un brillante progetto dedicato al mondo agroalimentare che possa servire a migliorare le condizioni di vita della popolazione burundiana. La start-up realizzata è valsa all’imprenditore l’importante ''Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & Unido International Award 2015'', ricevuto a Milano durante l’Expo.

Ma andiamo per ordine. André ha lasciato il suo paese d’origine per arrivare in Italia e, grazie al supporto di una fondazione, avere la possibilità di studiare e frequentare l’università. La prima tappa della sua avventura nel nostro paese è stata proprio Viterbo, dove André si è iscritto alla facoltà di Agraria dell’Unitus. Qui ha iniziato ad avvicinarsi e appassionarsi al mondo dell’agricoltura e dell’alimentazione.

Il legame con il Burundi però è rimasto vivo tanto da spingerlo a dedicarsi a un progetto pensato e indirizzato proprio al suo paese. La start-up ''Burundi Smallholders’s Livestock Network Buslin'' mira, infatti, alla costruzione di una catena agroalimentare basata sulla produzione, trasformazione e commercializzazione di alimenti di origine animale tramite una rete di produttori rurali. L’obiettivo dell’imprenditore è quello di ridurre le carenze di cibo in Burundi e combattere la malnutrizione tramite l’offerta e la circolazione di alimenti. 

Ma il progetto realizzato da André Ndereyimana ha ottenuto anche un altro importante riconoscimento: il premio ''Dr. Start-upper 2015'', nell’ambito di un programma per lo sviluppo di idee imprenditoriali dedicato agli studenti post-graduate dell’Università Cattolica di Piacenza.

Dopo aver frequentato l’Unitus, André Ndereyimana ha lavorato con Ong locali in Burundi come cooperatore internazionale per tre anni per poi decidere di tornare nel capoluogo laziale e continuare la sua attività di consulente a distanza. Nonostante questo ha continuato il suo impegno universitario all’ateneo di Piacenza per avere una formazione il più completa possibile in modo da utilizzare le nozioni apprese per fornire un contributo a migliorare le condizioni di vita della sua gente in un paese, il Burundi, che rientra tra le nazioni più povere del mondo.






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