ANNO 16 n° 272
Anche quest’anno festeggeremo Pasquetta l’anno prossimo
Dopo un anno di emergenza sanitaria molti ristoranti devono ancora rimanere chiusi

BOLSENA – La famosa “sbraciata” di Pasquetta è stata ancora rimandata a data da destinarsi.

Un famoso detto recita “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi” a sottolineare come le due feste vengono celebrate in maniera diversa: la prima con la famiglia, mentre la seconda con gli amici.

Quest’anno, come l’anno scorso, purtroppo non ci sono stati i festeggiamenti di rito e le spiagge del lago di Bolsena erano deserte. Questo comporta una gravissima perdita per i ristoratori in quanto le giornate di Pasqua e Pasquetta davano il via all’inizio della stagione balneare. Anche se solo i più temerari riuscivano a fare il bagno in primavera, durante questo periodo il lago si affollava di turisti che approfittavano delle prime giornate soleggiate per godersi la bellezza dei panorami e la cultura eno-gastronomica locale.

Alcuni ristoranti e bar hanno deciso di provare a fronteggiare la crisi economica rimanendo aperti e consentendo soltanto l’asporto, mentre molti altri hanno tristemente deciso di tenere la saracinesca abbassata.

L’emergenza sanitaria continua a spaventare, ma se in un primo momento a seminare il panico era una malattia sconosciuta adesso a diffondere la paura sono i pagamenti da versare a fine mese. Il cambio di situazione è avvenuto perché mentre la ricerca medica è proseguita e sta portando alla vaccinazione di massa, sembrerebbe che gli aiuti del governo non siano efficaci e gli esercizi commerciali continuano ad lamentare disagi e la maggior parte di essi ha già abbassato la saracinesca in via definitiva.

La situazione incomincia ad essere paradossale: chi è in condizioni di lavorare è impossibilitato a farlo a causa delle continue restrizioni, mentre chi non lo può fare per motivazioni più che valide (anzianità e disabilità) può ricevere la dose vaccinale e beneficiare della pensione.

La pensione di invalidità o quella di anzianità non sono cifre altissime, ma è sempre meglio ricevere un piccolo aiuto dallo stato piuttosto che dover abbandonare la propria attività e i sogni relativi al proprio lavoro.

Però perché viene vaccinato chi può rimanere a casa, mentre chi è costretto a lavorare per arrivare a fine mese deve per forza essere l’ultima ruota del carro delle vaccinazioni?






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