ANNO 16 n° 272
Anche l'Itis chiede
veritą per Giulio
Uno striscione sul caso Regeni affisso fuori dalla scuola del capoluogo
26/04/2016 - 02:01

VITERBO – ''Verità per Giulio Regeni’’. La chiedono in tanti – a partire dalla famiglia del giovane ricercatore italiano ucciso barbaramente il 25 gennaio scorso a Il Cairo – e lo chiedono anche gli studenti dell’Itis Leonardo da Vinci di Viterbo. Già, perché sulla vetrata d’ingresso della scuola di via Alessandro Volta, al Pilastro, è stato affisso da qualche tempo un manifesto giallo proprio con la scritta di cui sopra.

Lo slogan e il colore sono stati scelti dall’apposita campagna di Amnesty International alla quale hanno aderito e continuano ad aderire tantissime realtà istituzionali, private o anche semplici cittadini. Il manifesto, tra l’altro, è liberamente scaricabile on line, nella versione italiana o inglese. E nel paese natale di Regni, Fiumicello, in Friuli, tutti lo espongono ormai da settimane: nei negozi, sui balconi, ovunque. Non si contano anche le manifestazioni, i sit-in, gli appelli per chiedere al Governo egiziano di fornire finalmente una versione credibile (e provata) della fine subita da questo giovane italiano. Un caso diplomatico in continua evoluzione, che sta coinvolgendo anche giornalisti internazionali.

Gli studenti dell’Itis viterbese e i loro professori, affiggendo questo manifesto, dimostrano una grande sensibilità e una solidarietà notevole nei confronti di un ragazzo che dall’Italia a Cambridge fino alle esperienze in Egitto, aveva dimostrato tutta la sua intelligenza e le sue capacità. E che è stato ucciso in un modo barbaro e misterioso.






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