ANNO 16 n° 273
Anche il deputato viterbese Bernini
finisce nel mirino
degli hacker
03/05/2013 - 18:14

VITERBO – C’è anche il parlamentare viterbese Massimiliano Bernini tra le ultime vittime degli hacker che hanno violato le mail di alcuni deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle. Il 38enne vetrallese, eletto nelle scorse elezioni per il collegio Lazio due, è finito nel mirino dei pirati informatici (che si autodefinisco “hacker del Pd”, non si sa se ironicamente o meno) insieme ai colleghi grillini Tancredi Turco e Stefano Vignaroli, quest’ultimo già vittima del primo attacco insieme alla deputata Giulia Sarti. Nelle caselle mail violate, secondo fonti d’agenzia, ci sarebbero messaggi politici e liste di contatti, tutto rigorosamente privato (almeno nei paesi civili).

Lo stesso Bernini, insegnante precario, ha utilizzato pochi minuti fa il suo profilo Facebook per una dichiarazione: “Ricordo che la Costituzione Italiana all'Art. 15 sancisce: la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. Premesso che non ho nulla da nascondere, sono comunque molto indignato dell'accaduto perché viola una serie di norme oltre al principio della privacy. Questo lo dico da cittadino, ma lo ribadisco in modo ancora più forte da deputato, cioè da chi ricopre una carica pubblica nell'interesse della nazione. Simili attacchi hanno una chiara connotazione mafiosa nel senso di colpire la sfera privata allo scopo di limitare o arrestare del tutto l’attività del proprio mandato pubblico. Inutile dire che non mi farò intimidire ne scenderò mai a patti con simili individui. Ovviamente le autorità preposte sono state prontamente avvisate della grave violazione”, ha scritto Bernini.

Secca anche la presa di posizione del Movimento Cinque stelle: 'Non sappiamo più cosa fare. Questa facceda è scoppiata da oltre una settimana, la denuncia alla polizia postale è partita immediatamente: eppure il sito sotto accusa è ancora lì'. 

, quest’ultimo già vittima del primo attacco insieme alla deputata Giulia Sarti. Nelle caselle mail violate, secondo fonti d’agenzia, ci sarebbero messaggi politici e liste di contatti, tutto rigorosamente privato (almeno nei paesi civili).

Lo stesso Bernini, insegnante precario, ha utilizzato pochi minuti fa il suo profilo Facebook per una dichiarazione: “Ricordo che la Costituzione Italiana all'Art. 15 sancisce: la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. Premesso che non ho nulla da nascondere, sono comunque molto indignato dell'accaduto perché viola una serie di norme oltre al principio della privacy. Questo lo dico da cittadino, ma lo ribadisco in modo ancora più forte da deputato, cioè da chi ricopre una carica pubblica nell'interesse della nazione. Simili attacchi hanno una chiara connotazione mafiosa nel senso di colpire la sfera privata allo scopo di limitare o arrestare del tutto l’attività del proprio mandato pubblico. Inutile dire che non mi farò intimidire ne scenderò mai a patti con simili individui. Ovviamente le autorità preposte sono state prontamente avvisate della grave violazione”, ha scritto Bernini.

Secca anche la presa di posizione del Movimento Cinque stelle: 'Non sappiamo più cosa fare. Questa facceda è scoppiata da oltre una settimana, la denuncia alla polizia postale è partita immediatamente: eppure il sito sotto accusa è ancora lì'.




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