

VITERBO - Il comitato per la riapertura della Ferrovia Civitavecchia Capranica Sutri Orte ha richiesto all’Osservatorio regionale dei Trasporti di farsi carico dell’invio di un documento alla Giunta regionale che consideri la volontà del comitato per la ferrovia dei due mari e del territorio contrario all’insediamento di depositi di scorie radioattive, per la presenza di beni architettonici monumenti naturali e per la vocazione dello stesso al turismo e all' agricoltura di qualità da trasformare in agricoltura biologica.
DOCUMENTO DEL COMITATO PER LA RIAPERTURA DELLA
FERROVIA CIVITAVECCHIA CAPRANICASUTRI ORTE
- stante la planimetria prodotta da Sogin a supporto;
- Stanti altresì i “criteri di esclusione” di cui alla Guida tecnica ISPRA n° 29, specificamente al
punto“CE13.” che recita:
che siano a distanza inferiore a 1 km da autostrade e strade extraurbane principali e da linee
ferroviarie fondamentali e complementari
La distanza da queste vie di comunicazione tiene conto dell'eventuale impatto sul deposito legato a
incidenti che coinvolgono trasporti di merci pericolose (gas, liquidi infiammabili, esplosivi, ecc.).
- Acquisito che l’area dell’ipotesi di localizzazione del sito di cui all’oggetto è del tutto
longitudinalmente attraversata dalla ferrovia “ex Roma Nord” il cui sedime è di proprietà della
Regione Lazio e ancora per qualche mese esercitata in gestione da ATAC SpA per poi passare nella
seconda metà del c.a. alla gestione infrastrutturale ASTRAL e per l’esercizio alla CoTraL SpA;
- Che la stessa area in ipotesi è attraversata tangenzialmente a sud dalla ferrovia Civitavecchia
Capranica Orte, in proprietà al Gruppo FS SpA – ricompresa nella L. 128/2017 – per cui, come da
recente acquisizione del Gestore Infrastrutture – RFI SpA -, alla stessa si applica la disciplina di cui
al Dpr 753/1980, in vista della sua obbligatoria ri-circolazione dei treni;
- Non potendosi escludere che su ferrovie in esercizio o in ripristino, seppur appartenenti alla rete
complementare (a prescindere dalla attuale proprietà delle stesse), possano circolare convogli con a
bordo merci pericolose, né potendosi escludere la pericolosità del convoglio stesso, se oggetto di
incidenti, per la particolarissima “sensibilità” del Deposito in fieri;
- Non essendo ammissibile che un’opera – peraltro localizzabile altrove, ove non sussistano i criteri
di esclusione di cui alla suddetta Guida ISPRA – possa condizionare pesantemente il tipo di
esercizio da svolgersi sulle predette infrastrutture ferroviarie;
- Stante la perfetta appartenenza del sito di cui all’oggetto al criterio di esclusione richiamato;
- Non potendosi comprendere per quali ragioni Sogin non abbia prestato attenzione alla cartografia
IGM allegata, nonché alla mappa satellitare che conferma quanto già noto, né tantomeno alla
Programmazione regionale in essere come il PRMTL adottato dalla Giunta, ovvero alla Normativa
nazionale, la citata L. 128/2017, con riferimento alla ferrovia Civitavecchia Capranica Orte, ovvero
allo “stato di cose presente” in quanto alla linea a gestione ATAC “Roma Viterbo”;
Con la presente si chiede alla Giunta Regionale del Lazio:
- Deliberare affinché il sito n° 12 di cui in oggetto sia previamente escluso da quelli di possibile
localizzazione del Deposito Nazionale delle scorie radioattive.
- Avviare FORMALMENTE “ad horas” le pratiche di riavvio all’esercizio della tratta Capranica
Orte della ferrovia Civitavechia Orte, tratta interessata dalla eventuale localizzazione e di facile
riattivazione, stante la presenza pressoché intatta e completa della infrastruttura, peraltro armata con
rotaie UNI 60 in massima parte, al fine di evitare con altri organi istituzionali (Sogin o Ministero
Ambiente, ad esempio) possibili fraintendimenti, artatamente possibili allo stato attuale di
sospensione all’esercizio della tratta