ANNO 16 n° 273
Anche a Viterbo la
''truffa alle vecchierelle''
Tecnica per spillare denaro agli anziani; in manette 8 persone
16/05/2014 - 02:00

VITERBO – Anche gli anziani viterbesi nel mirino della cosiddetta “truffa alle vecchierelle”. Così l’aveva soprannominata una banda di napoletani in trasferta a Roma che aveva messo in piedi un modo efficace per spillare contanti e gioielli agli over 70 incontrati per strada. Facevano credere loro di aver bisogno urgente di un prestito per sbloccare una polizza o per saldare un debito e li inducevano a prelevare la somma richiesta in banca. Cifra che oscillava tra i 2 e i 5mila euro. E per rendere ancora più credibile la loro storia li facevano parlare al telefono con un complice che si fingeva un parente in difficoltà. Quando non riuscivano ad estorcere il denaro agli anziani, si premuravano di accompagnarli direttamente presso le loro abitazioni, facendosi consegnare gioielli e oggetti di valore.

Questo meccanismo, messo in atto tra il 2012 e il 2013, avrebbe fruttato proventi per un milione di euro circa. le indagini sono scattate a seguito di centinaia e centinaia di denunce e si sono concluse domenica scorsa con il blitz dei carabinieri nel quartiere Arenaccia di Napoli. Otto persone sono finite in manette con l’accusa di associazione per delinquere, truffa e sostituzione di persona aggravata, circonvenzione di incapace e furto in abitazione. Durante le perquisizioni, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura hanno trovato appartamenti con arredi sfarzosi stile Luigi XV, pavimenti in marmo, tv da 46 pollici in ogni stanza, Rolex e vestiti firmati.

Questo il piano. Il lunedì sera i malviventi partivano da Napoli per raggiungere la Capitale. Da qui si dividevano. Soggiornavano in alberghi di periferia o di provincia estendendo così la “truffa alle vecchierelle” anche nei centri vicino Roma, come Viterbo. Il venerdì pomeriggio ripartivano per Napoli con in tasca un bottino medio di 8mila euro che poi spartivano. Si muovevano con utilitarie intestate a prestanome e comunicavano con cellulari intestati a personaggi di fantasia. Nel corso del tempo la tecnica era diventata così collaudata e redditizia che il capo dell’organizzazione l’aveva esportata anche in Liguria e in Puglia.

Dalle intercettazioni telefoniche dei carabinieri, si legge anche nell’ordinanza d’arresto, è emersa una totale insensibilità e spietatezza degli indagati nei confronti degli anziani vittime: ''Io al vecchio nonostante è mezzo scemo mi sono preso il telefonino - racconta fiero uno dei truffatori al complice. Non ce la fa ad andare in banca perché è l’una e ventisei, ha anche l’apparecchio acustico, è proprio vecchio, ha 92 anni e vive solo a casa. Togliamo tutto a questo''.

Un fenomeno, questo delle truffe agli anziani, che miete sempre più vittime anche nella Tuscia. Proprio martedì scorso la notizia di quattro persone denunciate dai carabinieri di Tuscania per furti e rapine in casa di anziani. Gli episodi di cui la banda di giovanissimi si è resa responsabile risalgono alla fine di marzo. Nel particolare, i quattro, dopo aver convinto un’80enne ad aprire la porta di casa, l’hanno addormentata con il sonnifero per poi svaligiare l’abitazione. Nel complesso una ventina le denunce arrivate alla stazione di Tuscania per furti, rapine e raggiri simili. Ora i quattro sono accusati di rapina impropria, furto in casa e associazione a delinquere.

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