ANNO 16 n° 267
Anche a Bassano Romano dati allarmanti e un gran silenzio per i cittadini
Il presidente di A.Ba.Co: “L’aziendalizzazione del servizio idrico ha trasformato un diritto umano in un business dove il profitto prevale sulla salute pubblica'
04/03/2026 - 12:52

BASSANO ROMANO - La crisi idrica in diversi comuni della Tuscia non è più un elemento episodico, ma un vasto fallimento che si espande a macchia d’olio. Dopo le criticità già denunciate a Viterbo e Ronciglione, e con gli approfondimenti in atto anche per Caprarola, emerge il caso di Bassano Romano, l’ennesimo schiaffo alla salute e alle tasche dei cittadini.

A Bassano Romano, Arpa Lazio nell’estate 2025 indicava valori di 11 mg/l. che il 3 febbraio 2026 hanno raggiunto in via Roma una concentrazione di arsenico pari a 13 mg/l, ben oltre quello che viene definito “limite legale” con 10 mcg/l (soprattutto molto lontano dallo zero auspicato dai medici dell’ISDE). Ricordiamo per gli smemorati, che l’Arsenico è classificato come cancerogeno accertato di classe 1 dal IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), un'agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Nonostante il peggioramento dei parametri, Comune e Talete S.p.A. sono rimasti in silenzio per oltre un mese per l’ennesimo sforamento. I cittadini di Bassano si ritrovano così in una condizione assurda:

-Niente autobotti per l’approvvigionamento di acqua potabile.

-Il Comune per Talete continua a fatturare il servizio come se tutto fosse regolare, nonostante l’acqua sia sostanzialmente un 'rifiuto' non adeguato al consumo umano.

-Le bollette rendono impossibile per l’utente capire precisamente cosa sta pagando.

 

'Quello che vediamo a Bassano Romano è la fotocopia di quanto denunciato in altri comuni della provincia del viterbese - dichiara il presidente di A.Ba.Co. Lazio -. L’aziendalizzazione del servizio idrico ha trasformato un diritto umano in un business dove il profitto della S.p.A. prevale senza scrupoli perfino sulla salute pubblica. È inaccettabile che ai cittadini sia nascosta la verità.'

“Diffidiamo Talete S.p.A. dall’addebitare i costi integrali del servizio idrico laddove l'acqua non sia conforme ai limiti di legge. Chiediamo il ricalcolo e il rimborso degli importi pregressi per tutti i periodi di non potabilità accertata. Congiuntamente al Comitato Non ce la beviamo e all’Associazione dei medici “ISDE”, sosteniamo l'adozione immediata di tecnologie, come quelle studiate dal CNR, capaci di abbattere la presenza di arsenico fino al 99%.'

“La salute non può essere ancorata ai bilanci di una società per azioni. Il modello Talete dimostra unicamente con i suoi fallimenti e i suoi silenzi che è tempo di cambiare rotta”.




Facebook Twitter Rss